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come recuperare un mobile intarsiato

Recuperare senza trasformare

Ti è mai capitato di avere un vecchio mobile rovinato che però ti sarebbe piaciuto riportarlo al vecchio splendore senza trasformarlo troppo? O magari un mobile intarsiato che sarebbe stato un peccato coprire con della vernice?

A me sono stati chiesti spesso dei consigli, sebbene non abbia nulla di intarsiato in casa, non ho tutto ridipinto e trasformato.

La scorsa settimana mi è stato chiesto di sistemare un piccolo scrittoio ed ho colto l’occasione per farvi vedere come l’ho portato a nuova vita.

Innanzi tutto voglio farvi vedere come si presentava quando l’ho portato a casa

 

Come puoi notare il tempo e la luce avevano rovinato parecchio il legno. Per ripristinare fessure o pezzi mancanti abbiamo bisogno di professionisti del settore che, con appositi attrezzi e strettori, riescono a sistemare il mobile.

Noi, però, possiamo renderlo sicuramente più presentabile. Gli eventuali difetti che non possiamo sistemare passeranno sicuramente in secondo piano.

Ma come ho fatto?

Io ho utilizzato di due tipi di oli, anzi tre: l’olio di gomito ( importantissimo per qualsiasi tipo di lavoro 🙂 ) … e l’olio di lino o olio restauratore. In questo caso prima scuro e poi chiaro . Si possono comperare anche al supermercato o in ferramenta, quindi facilmente reperibili.

L’ho steso a pennello in abbondanza su tutta la superficie. Prima quello scuro; una volta lasciato penetrare ed asciugare una giornata, ho passato uno straccio prima di ripassare un’alta mano su tutta la superficie. Lasciato asciugare e ripassato il panno.

Sono poi passata all’olio chiaro per non scurire troppo la superficie ed ho ripreso lo stesso procedimento altre tre volte. Il procedimento è lungo ma il lavoro effettivo non è molto visto la facilità di stendere l’olio con il pennello. Poi la quantità di olio e le passate dipendono sempre dallo stato iniziali del mobile da trattare.

Il risultato comunque è sorprendente e le foto parlano da sole:

 

 

 

 

Mi sono dimenticata di dirti che le maniglie e la toppa per la chiave, le ho tolte. Erano fissate con delle piccole viti. Queste le ho prima lavate con acqua calda e sapone utilizzando uno spazzolino, poi le ho passate con il sidol e lucidate per bene.

Quando ho finito il trattamento con l’olio le ho riposizionate dove erano prima.

Gli interni dei cassetti erano macchiati ( mi spiace non aver fatto la foto prima) così, in accordo con la proprietaria dello scrittoio, ho foderato l’interno con della carta. La sua scelta è andata su un classico giglio fiorentino verde che si sposa molto bene con questo mobile.

 

Sicuramente l’effetto finale è sorprendente! Tutto merito di ” una semplice” passata di olio!

 

Spero ti sia stato utile ed aspetto i tuoi commenti e suggerimenti sui metodi che tu utilizzi!

alla prossima

 

 

 

colla acetovinilica

la super colla dei tappezzieri

Avete mai chiesto a un tappezziere che materiali usa e dove li acquista?

Io sono nata e cresciuta tra gli artigiani e debbo dire che una categoria più chiusa di loro, nonostante mi conoscano bene, non esiste!

Mi hai visto nascere… siamo parenti… le nuove generazioni hanno preso strade diverse… eppure…

Per alcuni è più difficile di altri aprirsi e confidarti i loro piccoli segreti del mestiere, ma io sono stata caparbia e giorno dopo giorno, negli ultimi sei anni, sono riuscita a carpirgli alcuni segreti, tecniche e… fornitori.

Bhe spero per voi che siate state più fortunate, in caso contrario sappiate che siete in buona compagnia.

Circa un anno fa ho avuto la fortuna che una mia cliente affezionata mi commissionò due poltroncine da rifoderare. Non avevo mai fatto una cosa del genere e non volevo certo deludere una buona cliente. Lei lo sapeva che collaboravo, all’occorrenza, con un mio cugino tappezziere  ma naturalmente, voleva spendere poco. Accettai lo stesso, certa di poterla accontentare.

A quel punto presi in mano il telefono e feci una richiesta inaspettata al cucino: quanto vuoi per rifoderare due poltroncine se ti vengo ad aiutare? A quel punto non poteva rifiutare ed io avevo la possibilità di imparare tantissimo! Felice la cliente che ha speso meno, felice io che ho potuto imparare.

Fu in quella occasione, nel momento di incollare la passamaneria che copriva tutte le graffette, che usai per la prima volta la colla aceto vinilica, secondo me una super colla dei tappezzieri!!

In realtà è una colla adatta a molteplici usi, anche per modellismo. Ha delle ottime caratteristiche perché si asciuga velocemente rispetto alla vinavil classica; non lascia antiestetici spessori come quella a caldo. Insomma, se la usi non la lasci più.

Ma come reperirla, questo non ero proprio stata in grado di saperlo. Ogni volta che facevo la domanda: dove posso trovarla? La risposta era sempre la stessa: dai miei fornitori. Grazie, ma chi sono? Ma chi la dura la vince e anche i più duri alla fine cadono tempestati sempre dalla stessa domanda e diventando difficoltoso accontentarmi ad ogni mia richiesta e diventando una vera seccatura, l’ho fatto crollare: il nome del fornitore era mio!!!

Ed eccola qua in tutto il suo splendore ( mi sa che adesso esagero!!!) la super colla dei tappezzieri

La super colla dei tappezzieri

Scorta fatta per il prossimo corso di tappezzeria di settembre, ma anche per tutti quelli che vogliono semplificarsi la vita in tanti piccoli lavori fai da te. L’uso è semplicissimo, perché basta svitare il suo tappo e tirare il filo di colla necessario dal suo pratico beccuccio, ed il gioco è fatto!! Io me ne sono proprio innamorata, ed anche le mie allieve che l’hanno provata al corso ne sono rimaste entusiaste, tanto che sono venute subito a ritirare il loro flacone.

Se  volete provarla anche voi, non serve altro che cliccare qui e vi indirizzo subito al mio shop per poterla ordinare oggi stesso ed averla in pochi giorni.

Ma voi che colla avete usato sino ad ora? Fatemelo sapere nei commenti, magari scopriamo qualche altro segreto!

 

come realizzare gli angoli a cappuccio

come realizzare gli angoli a cappuccio

Quale angolo per la tua tovaglia? Impariamo a realizzare gli angoli a cappuccio

 

Quando dobbiamo realizzare una tovaglia non possiamo certo lasciare il tessuto così come appena tagliato, al primo lavaggio si sfilerebbe e noi rimarremmo senza tessuto. Abbiamo diversi modi di realizzare i bordi di finitura ed ognuno da alla tovaglia dei risultati ed un valore diversi.

Il metodo più semplice è sempre quello di rigirare il tessuto si se stesso e cucirlo, viene realizzato soprattutto nei canovacci e nelle tovaglie “da prezzo” perchè è quello più veloce e che necessita minor tessuto.

angolo semplice

 

Altro metodo potrebbe essere l’applicazione del bordo, solitamente di tessuto contrastante. Questa tipologia rende sicuramente una tovaglia ricca e molto bella. Ha il difetto di avere un costo maggiore per il lavoro, ma anche per il tessuto necessario.

bordo applicato

Per rendere bella una tovaglia ci sono ancora tanti altri modi di realizzare il suo bordo

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ma oggi vorrei concentrarmi principalmente su come realizzare gli angoli a cappuccio. E’ uno delle rifiniture più usate sulle belle tovaglie e molte di voi mi hanno chiesto spiegazioni su come li realizzo.

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Per me risulta piuttosto semplice realizzarlo ora e sono abbastanza veloce, ma debbo dire che ho cambiato il modo di realizzarlo diverse volte, cercando di trovare sempre tecniche più semplici e veloci. All’inizio mi ero fatta anche delle dime per segnarmi i quadrati necessari per realizzare bene l’angolo, ora sono arrivata a tre semplici segni, veloci ed efficaci. Vi lascio questo video per semplificare la spiegazione, ma non fatevi problemi a chiedere eventuali spiegazioni. La penna che utilizzo nel video è una penna cancellabile diventata per me insostituibile per la sua caratteristica nel cancellarsi con il solo getto del vapore del ferro da stiro senza lasciare nessun segno.

 

Spero veramente che questo video vi sia utile e vi semplifichi la realizzazione di questo bel angolo.

Buon divertimento

Sara

come tappare i buchi dei tarli

Come tappare i fori dei tarli

Come fare a tappare i fori dei tarli

Molto spesso, nei mobili vecchi troviamo dei fori che possono essere dovuti dai tarli.

come fare a tappare i fori dei tarli

Questi piccoli animaletti sono ghiotti di alcuni tipi di legno.

tarlo

 

Per capire se i tarli occupano ancora il nostro mobile basta osservare i buchi: se sono scuri sono abbandonati; chiari e con una polverina del legno sono occupati dai tarli. In questo caso il mobile necessita di un bel trattamento. Prodotti anti tarlo ce ne sono molti. Potete trovare un post abbastanza esplicativo qui, dove vengono spiegati i vari prodotti e il loro utilizzo.

Personalmente vado di pennello, stendendo bene il liquido anti tarlo e con una siringa lo inietto nei buchi, una faticaccia, ma necessaria. Poi copro bene tutto con del nailon e lascio li per almeno 15 giorni.

Una volta che il legno è stato trattato, non abbiamo più nulla da preoccuparci, o si?

Dunque, ora ci rimangono i buchi e adesso come li tappiamo?

Abbiamo due possibilità:

1 – si prende dello stucco per legno, si tappano tutti i buchi, si lascia asciugare molto bene. Se serve dobbiamo rimettere dello stucco perchè a volte, asciugandosi, lo stucco si ritira all’interno del foro del tarlo. Quando abbiamo raggiunto una superficie sufficientemente piena, si dovrà carteggiare per rendere il tutto bello liscio. Ovviamente questa tecnica risulta piuttosto lunga e in presenza di molti buchi, quasi impossibile che risulti bene.

2- usiamo la shabby chalk mentre stiamo dipingendo il nostro mobile. Avete capito bene, la shabby chalk Decorlandia ha anche questo straordinario potere. Per facilitarvi la spiegazione ho preferito girarvi un breve video mentre la applicavamo.

Come avete visto, con il solo uso del pennello, mentre stendiamo il colore, ne mettiamo in abbondanza sopra i fori e contemporaneamente dipingiamo il mobile. Con una unica passata due lavori!!!

Se rimangono altri piccoli forellini, con la mano successiva si tapperanno definitivamente

come tappare i buchi dei tarli

Facile vero? Credo che questo sia un metodo straordinario, veloce ed efficace e che tutti possono ottenere ottimi risultati senza essere degli esperti.

Sinceramente da quando mi sono accorta di questa bella caratteristica, ho dimenticato, definitivamente, il problema tarli

Ed ora non ci resta che … divertirci! Buon recupero a tutti

Sara

trasferimento d’immagine su legno, come realizzarlo

Come realizzare il trasferimento d’immagine sul legno utilizzando il transferr della Decorlandia

Era molto che ve lo avevo promesso, molte di voi mi hanno filmato durante le fiere, ora finalmente ne ho girato uno io e l’ho messo on line!!!!

Be no, diciamo la verità, mica uno solo, ne ho fatti un’altro paio, poi ho voluto provare a fare un po’ di taglia cuci ( credevo di avere i miei tessuti tra le mani) ma devo fare ancora pratica

Ora sono molto orgogliosa di presentarvi il mio primo video dedicato al trasferimento d’immagine su legno utilizzando il mitico Trans ferr della Decorlandia ( per acquisti clicca qui)

Non ho molto da dire, e trovo inutile scrivere quando poi sentirete le stesse cose e quindi vi lascio alle immagini ed alle spiegazioni del video che mi sembra abbastanza esaustivo. Naturalmente resto a disposizione per qualsiasi domanda.

Spero vi sia piaciuto e vogliate seguirmi nei prossimi video, mi sento lanciatissima ormai!

Passata la paura iniziale, non ci ferma più nessuno.

Visto poi che era molto che non scrivevo, mi sa che ci rivedremo prestissimo con il prossimo post e vi racconterò cosa ho preparato di bello con l’altra mia passione: il tessuto. Ma poi anche con una cassettiera e poi ….

ciaooooo!!!

trasferimento d’immagine: come e dove trovare le immagini

Come e dove trovare le immagini per il trasferimento d’immagine

Domenica scorsa è terminata la 4 giorni di Abilmente Vicenza dove ho partecipato come dimostratrice nello stand di Decorlandia, dedicandomi per la maggior parte a parlare di trasferimento d’immagine. Mi sono divertita molto, ma mi sono resa conto come, ancora, questa tecnica non sia molto conosciuta. Per spiegarla bene ci vorrebbe troppo e quindi ho deciso di dividere l’argomento in tre parti, la prima delle quali è, appunto, dove e come recuperare le immagini, visto che è la cosa prima da fare.

Il recupero delle immagini è una delle cose più semplici, ma nello stesso tempo, più complicato da fare.

Si possono reperire all’interno delle riviste, libri, ma anche google immagini, siti, Pinterest…

Facciamo qualche esempio per farvi capire

trasferimento d'immagine da riviste

immagini come queste, per esempio, le ho trovate in riviste di cucina ” moderne”, tra una ricetta e l’altra.

riviste_di_cucina

foto tratta da google

Altre riviste possono essere quelle vintage. La mia fonte sono i mercatini dell’antiquariato dove trovo spesso riviste di moda o vecchi corriere della sera di inizio ‘900 da dove “rubare” le vecchie pubblicità.

 

pubblicità vintage

 

Mei mercatini molto spesso si possono trovare anche cartoline o carte da lettere con stampe particolari

cartoline vintage

Le metto nello scanner così da scansionare solo quello che desidero e stamparle con più facilità. Per chi desidera provare ad usare il computer o ha già un po’ di pratica, può migliorare le immagini con photoshop o programmi simili

Per chi non avesse photoshop può cimentarsi con programmi gratuiti che si trovano direttamente in rete ecco alcuni link che io uso:

PicMonkey: http://www.picmonkey.com/

Pixlr: https://pixlr.com/

Vi ho accennato anche a libri: questi possono essere di scrittura, oppure ornato, scultura…

Trasferimento d'immagine

 

Tutto può essere utilizzato. Potete anche iscrivervi a Pinterest . Digitando semplicemente nella ricerca le parole trasferimento d’immagine o tranferr, si aprirà un mondo infinito di immagini, dove basta aprirne una per trovarne altre 100.

Molto utili sono anche le ricerche per immagini di google immagini inserendo parole chiave come vintage clip art oppure transfer image france Potete anche affinare la ricerca scrivendo un argomento, per esempio Angeli, e poi su strumenti di ricerca e su “Tipo” cliccare disegni o clip art. anche le immagini in formato PNG sono utili. Tutti metodi per cercare le immagini che ci possono essere utili.

Tenete presente che le immagini con delle scritte in sovra impressione, sono a pagamento. Pertanto se volete scaricarle dovete comprarle seguendo il link segnalato.

Siti dove cerco le immagini gratis divisi per argomenti sono:

http://knickoftime.net/

http://thegraphicsfairy.com/

http://www.freeprettythingsforyou.com/

http://best-hand-made.net/post241587879/

ma ce ne sono molti altri.

Una volta trovata l’immagine desiderata, non vi resta che stamparla con un stampante al laser o fare una fotocopia, la carta è sufficiente quella classica da fotocopie, ed utilizzare il mio prodotto magico che trasferisce le immagini in pochissimo tempo. Lo trovate qui. Ma per la spiegazione dettagliata vi rimando al prossimo post.

Buona ricerca!!!!

Sara

 

 

 

 

 

 

Come shabbare un mobile: prime fasi

Come si prepara un mobile che vogliamo shabbare?

Uno dei dubbi principali prima di procedere a colorare un mobile e trasformarlo da brutto anatroccolo a principe azzurro, è come lo si deve preparare.

Innanzi tutto bisogna fare delle distinzioni tra legno grezzo, verniciato o trattato ad olio.

Il legno grezzo non necessita di molto, è bene passare una carteggiata leggera su tutta la superficie e spolverare molto bene, magari con un panno umido. Io, spesso, in quei legni che sembrano lisci, prima passo una mano di colore alla buona, senza esagerare, poi carteggio.

Il colore alza l’eventuale “pelo” del legno e le mani successive risultano più omogenee.

Per i mobili trattati con vernici il discorso è diverso da caso a caso.

2015-08-17 11.30.35Prendiamo come esempio questo mobile.

Innanzi tutto è stata tolta tutta la carta che aveva attaccata al suo interno. Debbo dire che siamo state fortunate perchè attaccata con un mare di puntine e pochissima colla, altrimenti bisognava valutare se staccarla completamente o passare sopra direttamente con il colore. Dipende molto dal grado di incollaggio. Una carta poco ancorata, se bagnata con il colore può sollevarsi e rompersi, rovinando il lavoro svolto.

Se rimane un po’ di colla bisogna utilizzare della carata vetrata.

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Si tolgono tutte le maniglie ( io lo preferisco anche per comodità) e si passa alla pulizia del mobile.

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Se non troppo sporco è sufficiente dell’alcool, altrimenti, come in questo caso, acqua, detersivo e olio di gomito ( tanto)

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Molto spesso parti che ci sembrano solo colorate più scure, in realtà sono sporche

Ecco qui di seguito un cassetto prima e dopo la pulizia.

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Se non si intende riutilizzare le stesse maniglie, è utile coprire eventuali fori con dello stucco per legno.

E’ importante incollare le parti che si staccano.

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Solo ora possiamo procedere alla pittura!

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Non serve sverniciare o portare a legno il mobile, ma pulirlo bene, si!

Ma cosa succede se non è pulito bene? Macchie o scostamenti del colore sono sempre in agguato

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In questo caso bisogna carteggiare leggermente e ripassare il colore.

Spero vi possa essere stato utile.

Sara

 

 

 

tovaglia rotonda

Realizzare una tovaglia rotonda

Come si fa una tovaglia rotonda?

Sono molti i tavoli rotondi che ci sono nelle nostre case e molte volte vorremmo una tovaglia su misura. Su questo tipo di tavolo possono essere posizionate anche tovaglie quadrate, ma il massimo dell’eleganza lo danno quelle rotonde. Se poi siamo noi a realizzarle, diventano ancora più belle.

 

Innanzi tutto bisogna capire la misura che vogliamo realizzare. Misuriamo il diametro del tavolo poi aggiungiamo la caduta che si vuole avere, ossia la misura che scende dal tavolo. Non esiste una misura canonica, dipende molto dai gusti e dal risultato che si vuole ottenere. Un tavolo abbigliè avrà la tovaglia lunga sino a terra, ma se si usa tutti i giorni sono sufficienti 20/25 cm. Aggiungiamo, poi, 2 cm per il bordo. Io non lo realizzo molto alto vista la difficoltà nel piegare il tessuto. In caso lo vogliate più grande ricordatevi che si dovranno realizzare dei piccoli tagli tutto attorno al diametro per facilitare la piega.

Ma come si fa a tagliare un cerchio magari di diametro di 200 cm? Non avendo un compasso così grande si dovrà utilizzare un piccolo trucco, lo stesso che si utilizza con la carta.

Decisa la misura finale della nostra tovaglia andiamo a tagliare un quadrato nel tessuto che avrà il lato del diametro finale della nostra tovaglia. Per capirsi meglio, se la tovaglia la vogliamo con diametro finale di 200 cm, il quadrato avrà il lato da 200 ( ricordatevi di calcolare il bordo altrimenti risulterà un po’ più piccola).

Mi dispiace non aver scattato foto di questa fase, ma avevo troppa voglia di scrivere questo post per aspettare la prossima che realizzo. Spero che i disegni che seguono siano sufficientemente esplicativi.

fase 1 copia

 

Una volta che il vostro quadrato è tagliato passiamo a piegare a metà il tessuto e formare un rettangolo

fase 2 copia

 

Piegarlo ulteriormente a metà. Si formerà un quadrato più piccolo.

fase 3

 

Ora ancora a metà, ma questa volta a formare un triangolo. E’ importante che il vertice sia sempre la parte centrale del quadrato iniziale.

fase 4

 

Se è molto grande possiamo piegarla ulteriormente a metà

realizzare una tovaglia rotonda

Questo è quello che dovremmo ottenere ( l’ho fatto con la carta così da comprendere bene).

Utilizzando la misura più corta realizziamo un segno sul resto del tessuto: risulterà un pezzo di cerchio.

realizzare una tovaglia rotonda realizzare una tovaglia rotonda

 

Ora tagliamo lungo i segni. Quando si andrà ad aprire risulterà un cerchio.

tovaglia rotonda

 

Facile no? Tutto partendo dal quadrato.

Adesso che abbiamo la nostra tovaglia quasi pronta, non ci resta che bordarla.

cucire una tovaglia rotonda

Utilizzando un metro, misuriamo due centimetri ( o la misura che abbiamo scelto per il bordo) e fermiamo tutto con degli spilli. Meglio abbondare, il cerchio è ingannatore e le punte escono dove meno te lo aspetti. Una cosa che amo poco di questo lavoro è che sembra non finire mai! Una tovaglia rettangolare, con lo stesso perimetro, sembra sempre più corta di una rotonda. Ma non bisogna scoraggiarsi, prima o poi si arriva alla fine.

A questo punto usiamo il ferro da stiro e fissiamo bene la piega, stando attenti a creare bene il cerchio e allo stesso tempo di non tirare molto il tessuto.

realizzare una tovaglia rotonda

 

Poi ritorniamo a piegare ulteriormente a metà il bordo e imbastiamo

realizzare una tovaglia rotonda

 

Prima di passare sotto la macchina da cucire, io ripasso sotto il ferro, così la piega è perfetta.

realizzare una tovaglia rotonda

 

Aiutatevi con una forbicina per  far scivolare il tessuto, si avrà meno possibilità di tirare il tessuto e quindi rovinare il bordo.

tovaglia rotonda

 

Ed ecco terminata la nostra tovaglia, bella vero?

La prossima volta vi spiego come realizzo l’angolo a cappuccio

alla prossima!!!!

Sara