Archivi autore: Sara

Effetto legno dove applicarlo e come realizzarlo

Il legno da sempre un effetto caldo. Sa di natura, di calore, di casa… E’ vero, un mobile è bello bianco o colorato, ma a volte, abbiamo voglia di qualcosa che ci riporti ancora più indietro nel tempo. E cosa c’è di meglio del legno?

Allora cosa fai quando vorresti avere mobili con la venatura del legno ma hai una superficie del tutto diversa?

Semplice, lo si ricrea!

effetto legno a doghe

Quello che vedi qui in foto è un pezzo di compensato, ma potrebbe essere anche un laminato o un qualsiasi altro materiale, che ho trasformato dandogli la parvenza di tavole di legno.

Adesso mi dirai: la fai facile tu, ma io che non so da che parte incominciare e a mala pena tengo il pennello in mano?

E’ più semplice a farsi che a spiegarlo.

Innanzi tutto ti serve ” il trucco” ossia lo strumento che ti permetterà di eseguire le venature in maniera semplice e veloce: il venalegno

spatola effetto legno o venalegno

La spatolina rossa in silicone che vedi è dotata di curve che a seconda di come le muovi, ti daranno le venature del legno.

Oltre a questo ti serviranno due colori che saranno diversi a seconda degli effetti che vuoi ottenere. Poi se desideri dare l’effetto caldo del legno ti serviranno anche gli invecchianti. Il noce è il più classico, ma anche teak o cenere, o la combinazione di questi creeranno degli effetti veramente speciali.

Ma dove puoi applicare questa tecnica?

Su tantissime superfici: laminato, metallo, cartone, cartongesso, compensati…

Praticamente su qualsiasi superficie dove ti piacerebbe ricreare l’effetto caldo del legno.

Per farvi capire bene la tecnica utilizzata, vi lascio due video che ho realizzato proprio su l’effetto legno. Nel primo spiego le basi e quello più semplice, nel secondo il vero legno utilizzando gli invecchianti..

Come hai potuto notare è abbastanza semplice. E’ tutta una questione di polso. Ti consiglio di fare alcune prove su una tavoletta che puoi buttare, anche solo con il colore ed il venalegno, senza la base. Quando ti sentirai pronta vai sul tuo mobile o tavolo o qualsiasi cosa tu abbia in mente.

Ti ricordo che se hai difficoltà a trovare il venalegno, mi puoi contattare, te lo procuro senza problemi.

Per qualsiasi dubbio scrivi nei commenti, ti rispondo molto volentieri

Buon divertimento!

Ritappezzare la sedia dell’ufficio o della scrivania

I bimbi crescono… i tempi cambiano… e le sedie si rovinano.

Ebbene si! Se i bimbi si fanno uomini… ai tempi ci si adatta… le sedie si ritappezzano! Perché come non si spreca il tempo e non ” buttiamo” via i bimbi… per le sedie dell’ufficio o delle scrivanie di casa possiamo usare lo stesso trattamento e quindi…non ci resta che ritappezzare la sedia dell’ufficio o della scrivania.

Sto cambiando la camera di mio figlio, con calma, ma ce la sto facendo. Una delle cose che era messa veramente male, oltre ad avere un colore che proprio non ci stava con la camera, era la sedia della scrivania.

E’ un recupero di tanti anni fa. Forse non andava ancora a scuola o aveva appena incominciato… non ricordo esattamente. Ne è passato del tempo. All’epoca il colore non i piaceva, ma era in ottime condizioni e come molte volte succede, ho trovato molte scuse per ritappezzarla. O forse volevo solo trovare la stoffa adatta!?! Comunque sia era diventata veramente malmessa.

Ritappezzare la sedia dell'ufficio o della scrivania la sedia prima della trasformazion

Non cerano più scuse! Armata dei miei fidi attrezzi mi sono messa a ritappezzare la sedia dell’ufficio o della scrivania di Marco.

Armata di cacciavite ho smontato tutte le parti che componevano la sedia mettendo in una ciotola tutte le viti per poterle recuperare e non perderle in mezzo al caos del mio laboratorio.

Per prima cosa ho lucidato i montanti in ferro che avevano delle macchia di ruggine, oltre allo sporco. E cosa c’è di meglio della mia fidata paglietta saponata? Ve ne ho parlato in questo articolo.

In poco tempo sono riuscita a renderla come nuova! Sono sparite anche la ruggine senza lasciare graffi.

Seconda fase: la tappezzeria vera e propria! Ho utilizzato un tessuto jeans nero pesante, anche questo un vecchio recupero di un laboratorio artigianale che lo stavano buttando via. Ancora dei bei tempi che le grosse ditte davano un sacco di tessuto in più per il campionario. Della serie: non si butta nulla perché prima o poi può venire utile.

Tolte tutte le graffette dal sedile ( ed erano veramente tante) e successivamente il tessuto, ho potuto notare che la gommapiuma, nonostante il tempo, era ancora buona. Ho voluto mettere solo uno strato di imbottitura doppiata o acrilato per proteggerla ulteriormente. Ritagliato un quadrato di tessuto un po’ più grande di quello che mi serviva, ho ricominciato a ingrafettare e fissare il tessuto. E visto che c’ero o coperto anche il retro con un pezzo di un vecchio lenzuolo bianco.

Lo schienale, invece, era formato da una specie di cappuccio/fodera cucito ed infilato nella struttura, fissato poi sotto nella parte non visibile. Anche qui ho prima tolto le graffette e una volta sfilato il tessuto l’ho scucito. In questa maniera avevo il modello per tagliare e cucire la fodera che mi serviva

Ritappezzare la sedia dell'ufficio o della scrivania, lo schienale

Una volta tirato bene e fissato sotto è venuto perfetto!

Braccioli erano quelli messi peggio ed ho dovuto cambiare anche l’imbottitura

Ritappezzare la sedia dell'ufficio o della scrivania i braccioli

Ho scelto una gommapiuma che potesse adattarsi alla forma senza troppi problemi, ma allo stesso tempo che fosse un po’ “corposa” in modo da dare una bella sensazione quando ci si appoggia le braccia. Fissato il tutto sul retro, tagliato il pezzo di tessuto e fissato anche questo ultimo, i braccioli erano pronti!

Quando tutti i pezzi erano a posto, è stato sufficiente riassemblare il tutto e la sedia era pronta!

Ritappezzare la sedia dell'ufficio o della scrivania, la sedia finita

E la sedia da ufficio ora fa bella mostra nella stanza di Marco.

Che ne pensi, è venuta bene?

Se hai bisogno di qualche delucidazione per i passaggi, scrivimi nei commenti, ti rispondo il prima possibile. Un consiglio: fatti le foto nei vari momenti mentre la smonti e soprattutto dei particolari, ti saranno utili quando rimonti tutto.

Carta vetrata o carta abrasiva quale usare?

Come preannunciato, nella nostra rubrica degli attrezzi del mestiere, non può mancare la carta vetrata o corta abrasiva.

La carta vetrata è uno strumento indispensabile per molti lavori di falegnameria e altri progetti di recupero. E’ indispensabile per la decapatura, ossia l’effetto anticato che vogliamo dare alle nostre superfici. Usandola nella maniera corretta, puoi lucidare e lisciare le superfici in legno grezzo per poi applicare l’impregnante e/o il colore; puoi ricreare vari tipi di usura e lisciare la chalk che risulterebbe altrimenti ruvida al tatto. Un utilizzo scorretto, invece, lascia parecchi graffi o addirittura dei veri e propri solchi. Scegliendo il tipo di carta vetrata adatto al tipo di lavoro otterrai dei risultati perfettamente rifiniti.

In commercio si possono trovare diversi tipi di carta vetrata: differenti per tipologia di abrasivo, formato e grana.

Sui vari tipi di abrasivi non mi soffermo, non siamo delle esperte. Per quanto riguarda il formato la puoi trovare in fogli, rotoli o pre-formata per le varie levigatrici. In fogli di carta, spugne abrasive o fogli pretagliati con il retro spugnoso.

La grana della carta abrasiva è molto importante perchè determina il grado di finitura che vuoi ottenere. In commercio si trova dalla 40 alla 2500 e anche di più. Mentre facevo la ricerca per scrivere questo post ho trovato anche misure che arrivano alla 7000.

Tieni presente che più il numero è basso e più la grana è grossa. Quindi per lavori con effetti particolarmente rovinati puoi usare una grana anche da 80. Più devono essere fini e levigare in maniera perfetta e più alto sarà il numero. Io solitamente uso la 150 per gli effetti di usura più evidenti sul colore e la 220/240 per la finitura. La acquisto con la spugna sul retro in rotolo grande ma hanno lo strappo facilitato ogni 10/12 cm. Se non hai tanti lavori ti consiglio di acquistare i foglietti già tagliati anche perchè dura molto e lavoro ne fai tanto, soprattutto quella più grossa.

La particolarità di questa carta vetrata è che utilizzandola non ci si scotta le dita, il peso della mano viene distribuito meglio e se la si piega per lavorare in punti difficili non si spezza rischiando poi di graffiare in maniera poco bella la superficie e non ultima, nella parte spugnosa, la uso per togliere in parte la polvere che si forma naturalmente con la carteggiatura.

Ho provato le spugne, ma non mi sono trovata molto bene. La carta semplice ha la brutta caratteristica che, scaldandosi con lo sfregamento, si surriscalda e ci si scotta le dita. Se non trovi la carta con la spugna sotto puoi sostituirla con un pezzo di legno o un pezzo di gommapiuma.

Il pezzetto di legno è utile anche per carteggiare delle parti particolarmente ampie i difficili. Io l’ho utilizzato per crearmi un valido arnese per carteggiare le perline ed evidenziare le doghe

Attenzione: la carta con la grana più grossa usala nel senso delle venature del legno o della pennellata che hai dato, La 240 la puoi usare anche in senso rotatorio senza problemi. Se non vuoi un effetto usurato particolarmente evidente, usa poco la grossa, passa la fine e in caso riprendi alcuni punti con la più grossa. Ricorda che parti sporgenti tipo cornici e fregi e gli angoli sono quelli più facilmente carteggiabili ed il colore si toglierà più facilmente, soprattutto se fresco.

Credo di averti detto tutto ma se hai domande non esitare!

Buon divertimento

Gli errori da evitare quando dipingi un mobile

Alla fine del mese scorso sono stata chiamata da una coppia di miei clienti in loro soccorso. Avevano acquistato da me il colore e si erano cimentati a trasformare il mobile del salotto ma il risultato non era quello che si aspettavano.

Quando sono arrivata mi sono trovata difronte ad una libreria decisamente da rimetterci le mani, ma che mi ha ispirato questo post.

In affetti anche la migliore delle pitture, se data senza le adeguate accortezze, non può far miracoli.

Utilizzare la pittura gessosa non è difficile, ma bisogna comunque seguire alcune semplici regole.

  • non caricare troppo o troppo poco colore nel pennello

un eccesso di colore può portare a colature o ammassi di colore su alcuni punti rispetto ad altri, se al contrario ne hai troppo poco rischi di “tirare” troppo il colore. Ne metterai troppo poco ed arrivare addirittura ad asciugare il colore con il pennello formando delle piccola palline di prodotto. Immergi il pennello circa 1cm e togli l’eccesso di colore dal pennello strofinando le punte sul bordo del barattolo tenendo il pennello in verticale. Una delle regole che insegno sempre ai miei corsi è che il pennello non è il mestolo del sugo e quindi non va sbattuto sull’orlo del barattolo come fai con una pentola!

  • segui le venature del legno

Per dare la direzione corretta alle pennellate segui la venatura del legno, ti sarà più facile anche se questo è verniciato. Sicuramente le persone che hanno realizzato il tuo mobile od oggetto, hanno usato una logica. A te non serve altro che seguirla per facilitarti il compito. Se poi è grezzo ti risulterà più facile e veloce la pennellata. Se un mobile è grande, come ad esempio una libreria, segui sempre la stessa logica con cui hai incominciato i primi ripiani. Per esempio: se sul fondo di una mensola hai incominciato a dipingere in orizzontale, farai lo stesso per tutte le altre. Ricordati che il senso delle pennellate sarà seguito anche dalla carteggiatura e quindi se vuoi un effetto usurato in verticale le pennellate saranno verticali, al contrario se preferisci in orizzontale saranno in orizzontale

  • tutte le mani devono avere la stessa direzioni

Ricollegandomi al discorso del punto sopra, le varie mani che dai dovranno avere tutte la stessa direzione in caso contrario ti troverai, quando carteggi, un effetto strano. Sempre che non sia voluto.

  • Non fare mai le cose troppo in fretta o sei stanco

Un ottimo prodotto non può sostituirsi completamente alla mano di chi lo utilizza. Se sei troppo stanca, fermati e ricomincia il giorno o la domenica successiva, non continuare solo perché devi finire a tutti i costi. Il lavoro ne risentirà sicuramente! Calcola bene i tempi: devi svuotare il mobile, lavarlo, dipingerlo e cerarlo o proteggerlo con la vernice finale. Quest’ultima poi, dovresti darla almeno il giorno successivo in modo che il colore si asciughi in profondità.

  • usa pennelli puliti e di qualità

Anche il pennello ha la sua importanza. Se ha setole sbagliate, troppo poche o troppo dure lascerà più facilmente le righe o perderà la setole. Ne ho trovate una marea! Si attaccano al colore e le togli con difficoltà. Se poi il colore si asciuga, rimangono incollate e diventa ancora più difficile toglierle, lasciando anche brutti segni. Altro problema può nascere se il pennello che hai utilizzato in precedenza non è stato lavato bene, rilasciando parte del colore precedente o le setole risultano rovinate o dure.

  • usa più pennelli

Sugli angoli, sulle parti più strette o in punti particolari non intestardirti ad usare sempre lo stesso pennello. Magari cambiando forma o dimensione il lavoro ti risulterà più facile e il risultato sarà migliore

  • Proteggi sempre la superficie dove lavori

Quando dipingi vai a proteggere sempre la superficie sotto e attorno al tuo oggetto o mobile dovrai preoccuparti meno di sporcare e rovinare le cose attorno. Attenzione però alla carta perché potrebbe attaccarsi al colore quando questo si asciuga rimanendo incollata.

  • mai dipingere sotto il sole

Due piccioni con una fava? Non è questo il caso, quindi se pensi di abbronzarti mentre pitturi non è il caso. Il colore si asciugherebbe troppo presto e non riusciresti a stenderlo bene

  • attenzione al colore troppo denso

Se hai il colore fermo da un po in un barattolo già aperto o se la temperatura è piuttosto elevata, il colore può addensarsi, in questo caso allungalo con qualche goccia d’acqua.

  • segui una logica

Quando incominci a pitturare un mobile, non passare da una parte all’altra, ma segui una logica. La sedia è una tra quelle che ti viene più spontaneo saltare da una gamba all’altra. Devi finire prima tutto un pezzo prima di incominciarne un altro, il colore si stenderà meglio.

  • proteggi le parti che non vuoi dipingere con del nastro carta

Non fidarti della tua mano, anche Michilangelo aveva i suoi trucchi, quindi se non vuoi dipingere alcuni punti, proteggili applicando del nastro carta sul bordo. Quando lo toglierai risulterà tutto pulito e perfetto.

  • pulisci bene le superfici

E’ veramente importante che prima di iniziare tu pulisca bene la superficie che vai a dipingere. Il meno che ti può succedere sono macchie giallastre che fuoriescono ( e non sono sempre tannini!) , il peggio è che ti si stacchi il colore

spero che questa piccola e sicuramente incompleta guida ti possa essere utile almeno per evitare alcuni problemi ma se ne riscontri altri scrivimi!

Un abbraccio e buon lavoro!

Quali sono i pennelli da usare per la shabby chalk?

Ciao e ben tornate/i!

Come promesso, per la nostra rubrica sugli attrezzi, oggi ti parlo dei pennelli che servono per svolgere l lavoro di “ relooking “ del mobile.

Sia durante i corsi che quando devo consigliare il colore , è una delle domande più frequenti.

Innanzi tutto è doveroso specificare che di pennelli c’è ne sono veramente di tutti i tipi e qualità. Per semplificare, senza entrare troppo nel dettaglio, li dividerò in tre categorie: per forma, tondi o piatti; per misura e per il tipo di setole. Ci sarebbero altre mille suddivisioni, ma a noi interessano soprattutto queste.

i miei pennelli

Iniziamo dalle setole

Devono essere quelle sintetiche possibilmente morbide. Se sono troppo rigide possono lasciare più segni. Cerca di non comprare quelli troppo economici, possono perdere i peli o averne troppo pochi. Alcuni all’interno sono vuoti, non è un pregio. Sono solo di qualità più scadente e non raccoglierai la quantità giusta di colore.

Tondi o piatti? Grandi o piccoli?

Se formuli questa domanda a più persone ognuna ti darà una risposta differente.

Io posso parlare della mia esperienza: dipende da quello che devi fare e dove vuoi dipingere. Sicuramente il pennello che non ti deve mancare è il pennello piatto N. 40 e N. 50 . Più grande può risultare ingombrante e non entrare bene nel barattolo rovinando le setole più esterne. Tieni presente che il pennello ha due misure: la parte larga e quella stretta e se è un buon pennello lo puoi utilizzare in entrambe le dimensioni. Certamente sarà più semplice utilizzare dei pennelli più piccoli in alcuni punti e il N.20 potrebbe essere molto utile. Non fati mancare nemmeno uno ancora più piccolo.

C’è chi si trova bene utilizzare sempre il pennello tondo, utilissimo su superfici tondeggianti come le gambe delle sedie, oppure sui punti come i fregi, entra decisamente meglio tra i fori. Anche in alcuni angolini non sono niente male ed averli di due o tre misure potrebbe semplificarti di molto il lavoro.

Sono ottimi anche per creare le patine, dare gli invecchianti o la cera

Se devi fare dei ritocchi devi avere i pennellini a punta tonda i piatta, ma molto piccoli tipo il N.2 o 3

Utile anche un 6 oltre per gli angoli, io lo uso anche per prendere la soluzione per il trasferimento d’immagine.

Un discorso a parte riguardano gli stancil. In questo caso i pennelli da stancil o i tamponi di spugna, sono essenziali per non sbavare. Per alcuni, soprattutto quelli molto grandi, potresti addirittura usare il rullino in spugna

foto dal web

Come si puliscono i pennelli

Dipende dal colore che utilizzi. La Shabby chalk è un colore ad acqua e quindi il pennello va lavato con… l’acqua.

Puoi togliere l’eccesso di colore con la carta e poi andare a lavare il pennello sotto il getto di acqua, io la utilizzo tiepida, con l’aiuto di sapone di Marsiglia ed una spugna in micro fibra. Ed il pennello ritorna come nuovo!

Quanto dura un pennello?

Difficile a dirsi, dipende dalla qualità, da come lo usi e da come lo mantieni. Sicuramente se le setole diventano dure, se perde peli, ti conviene cambiarlo. Se è un po’ sfilacciato nei lati lo puoi recuperare tagliando le setole rovinate.

Mi sembra di averti detto tutto, ma se ci sono domandi non esitare a chiedere, potrebbero essere utili ad altre persone.

La prossima volta tratteremo la carta vetrata, quale usare?

alla prossima!

Trasformare e recuperare un armadio con le ante ricoperte in tessuto

Cambiare l’armadio guardaroba è sempre un incubo. Soprattutto se realizzato su misura. Spesso ci si fionda sui grossi magazzini sperando di spendere meno per poi imbatterci su misure o tipologie che per le nostre esigenze non vanno bene. Poi si torna a casa delusi e si osserva il vecchio armadio, con un colore indefinito, che fa ancora il suo sporco lavoro, tutto sommato, è funzionale ma… mamma mia che brutto che è! proprio non si armonizza più con il resto della casa. Oppure cambiamo casa e i precedenti proprietari ti affidano il loro “piccolino” perché non sanno dove metterlo, troppo grande, troppo ingombrante, troppo… e tu presa dall’adrenalina del cambiamento lo prendi in affido senza pensare che poi il resto del tuo arredamento cozza completamente con questo armadio grande, funzionale, ma dal colore improponibile per te.

Allora perché non risolvere tutto con una mano di pittura? Il mio saggio nonno mi diceva : na man de pitura fa bea ogni brutura ( una mano di pittura fa bella ogni bruttura).

E come dargli torto dopo tutte le trasformazione che faccio?

Ma se avete un armadio con ante ricoperte in tessuto, come fare?

In questo caso è da valutare alcune soluzioni a seconda del tipo di armadio.

  • Il tessuto è messo su in modo che si possa togliere? Può essere che sia incollato e che si possa togliere e quindi sostituire senza problemi, andando a ridipingere solo la struttura esterna dell’armadio
  • C’è lo spazio per inserire un pannello di compensato? A volte la struttura dell’anta permette di incollare sopra un foglio di compensato. in questo modo trasformi completamente l’armadio e una volta ridipinto non noterai più i due tipi di legno.
  • il tuo armadio non corrisponde a nessuna delle precedenti tipologie? Allora non ti resta che mettere il colora sopra il tessuto


Ed è quello che io ho fatto in un grande armadio con ante ricoperte in tessuto, ne avevo ben 12 con del tessuto ingiallito dal tempo.

Per facilitare la sua trasformazione l’armadio è stato smontato completamente e pezzo per pezzo l’ho trasformato.

La struttura l’ho dipinta in greige carteggiandolo solo leggermente.

Il tessuto, invece è stato dipinto con il latte. Il colore in questo caso l’ho diluito perchè potesse entrare meglio nelle fibre del tessuto e date tre mani di colore, per una completa copertura. Anche qui ho carteggiato leggermente per renderlo completamente liscio.

Per semplificare il lavoro, ho incominciato dalla parte interna delle ante, il tessuto.

Solo una volta terminato e fatto asciugare il colore, ho messo il nastro carta sul perimetro del tessuto per non sporcarlo di greige e sono andata a colorare la parte in legno.

Il risultato è stato veramente entusiasmante!!!

Ed ora, chi butta via il vecchio armadio?

E voi avete provato a trasformarne uno o volete cimentarvi? Scrivetemi!

alla prossima trasformazione

Come pulire e sgrassare un mobile prima di dipingerlo

Ben tornata nel mio blog, o ben arrivata se per te è la prima volta che mi leggi. Con questo articolo voglio iniziare una rubrica dedicata agli attrezzi del mestiere. Ossia tutti gli strumenti che dovresti avere per facilitarti il lavoro.

Inizio dalla pulizia, visto che prima di iniziare qualsiasi lavoro di re-looking del tuo mobile o complemento, devi pulirlo.

Come pulire e sgrassare un mobile prima di dipingerlo vignetta la boss delle pulizie

Ti sembrerà impossibile, ma anche se sei un’accanita sostenitrice delle pulizie di casa, dei residui di sporco ci sono sempre. Non perché non sei brava, io per prima sono un disastro, ma è normale. E’ vero che con la shabby chalk della Decorlandia non abbiamo bisogno di carteggiare, sverniciare o dare primer, ma dobbiamo ben sgrassare le superfici che andiamo a dipingere. L’unica cosa che non fa attaccare il colore è il grasso e lo sporco.

Innanzitutto bisogna spolverare bene TUTTE le parti, anche le più nascoste, togliere le ragnatele e i fiocchi di polvere, anche sotto il mobile. Magari non lo andrai a dipingere li, ma potrebbero poi andare in mezzo al colore e sarebbe piuttosto antipatico.

Per la pulizia vera e propria bisogna distinguere da mobile a mobile o complemento.

Quelli della cucina sono quelli che possono avere più residui di grasso e richiedono una pulizia maggiore, un po meno gli altri. Da far attenzione alle sedie. a volte le spalliere sembrano pulite, soprattutto quelle scure, ma, al contrario, soprattutto vicino ai montanti, scoprirai che sono piuttosto sporche e che lo scuro che pensavi fosse il colore della sedia, in realtà era sporco. ( sei andata a controllare vero? )

Per la pulizia di questi mobili io utilizzo una combinazione di prodotti, tutti molto economici, ma efficaci.

Incomincio con delle semplici pagliette saponate della Bravo o similari da risciacquare con una spugna in micro fibra. Poi passo anche della soda solvay diluita in acqua calda nelle proporzioni di 2 cucchiai ogni litro di acqua. In questa maniera sono proprio sicura che sia bella sgrassata e pronta per essere dipinta

Ho utilizzato la soda solvay da sola anche per la pulizia di boiserie e porte di forte passaggio con ottimi risultati.

Se invece sono in presenza di un mobile o un complemento da dover solo pulire, come i mobili della camera, del soggiorno, le lampade o i vasi, posso utilizzare l’alcool denaturato, quello rosa per capirci, o acqua e aceto bianco o uno sgrassatore qualsiasi che usate in casa. Le spugne in micro fibra sono eccellenti per affiancare questo tipo di pulizie.

Ho scritto un articolo tempo fa su come ho preparato un mobile prima di dipingerlo, se vi interessa lo trovate qui

L’alcool è perfetto in presenza di mobili trattati a ceralacca. Può andar bene anche per quelli cerati, ma se in presenza di molta cera, forse è preferibile usare della trementina o un decerante. Io personalmente ancora non l’ho utilizzato. L’alcool è sempre stato più che sufficiente visto che i mobili che ho recuperato erano vecchi e ormai la cera era andata via da un pezzo.

In presenza di sporco ostinato potrebbe essere necessario anche l’uso di una spugna abrasiva. Non preoccuparti se durante queste pulizie rovini lo strato superficiale del tuo supporto, tanto poi lo andrai a ridipingere e si nasconde tutto.

Come vedi sono tutte cose che hai in casa senza tanta fatica e se non le hai mai usate… provale. Sono molto economiche e pratiche. Premetto che non sono sponsorizzata da queste ditte, non vengo pagata e non ricevo omaggi per parlartene ( se poi i relativi responsabili hanno piacere di farmi qualche omaggio, sono lieta di comunicare il mio indirizzo 🙂 ), ma nascono per una prova sul campo diretta. Ovviamente non infallibile e aperta a suggerimenti. Proprio parlando con una persona mi ha suggerito anche il vapore. Non avendo una di queste macchine, non l’ho ancora provato. Sicuramente non andrà bene su tutto, ma qualcosa si può fare sicuramente. Magari mi puoi suggerire qualcosa anche tu.

Ricapitolando: tra gli strumenti necessari che devi sempre avere sono dei prodotti per la pulizia! Ovvio no?!? … non sempre

Il prossima volta parleremo di pennelli. Quali usare, misure, forme e come tenerli puliti.

a presto

Vuoi rinnovare la tua cucina?

Non mi piace più il colore della mia cucina ma … come faccio?

Il tempo passa, le mode si evolvono, i gusti cambiano. Sei hai una casa da dieci, quindi anni o più, sicuramente ti sarà venuta voglia di cambiare qualche cosa all’interno della tua casa. Poco o tanto, ma qualcosa hai cambiato nel corso degli anni e altro cambierai. E’ normale! Le esigenze della famiglia, i gusti o semplicemente “la voglia di nuovo” ci porta a fare dei cambiamenti all’interno della nostra abitazione.

Ricordo quando ero piccola quando mia mamma aveva questi attacchi doveva assolutamente cambiare almeno la disposizione dei mobili e la stanza, che più si doveva adattare a questi stravolgimenti, era il salotto. Un giorno il divano era a destra e magari il giorno dopo lo trovavi a sinistra e di conseguenza anche tutto il resto: credenze, tavoli, poltrone, televisore. Il divertimento maggiore lo aveva mio papà al rientro dal turno di notte che, per non svegliare nessuno, entrava con la luce spenta… ecco avete immaginato giusto: botte nei mignoli dei piedi assicurati se gli andava bene, una volta a rischiato di sedersi anche per terra. Per fortuna ( o sfortuna) non conosceva ancora la shabby chalk e non si è mai messa a ridipingere i mobili, in compenso si diverte ora, ma non li sposta più 😉 .

Sicuramente la pittura gessosa della Decorlandia ora ci aiuta molto per semplificarci la nostra voglia di rinnovare casa. Certamente sai che è una pittura pronta all’uso in 38? ( al momento che sto scrivendo stanno presentando altri colori nuovi) sfumature diverse, mescolabili tra loro. Non necessita di carteggiare, sverniciare o dare prodotti strani per aggrappare e quindi facile da utilizzare anche per le meno esperte, su qualsiasi tipo di superficie a disposizione, che sia un laminato, un legno verniciato o impiallicciato. Abbiamo quindi solo l’imbarazzo della scelta sul colore che vogliamo fare, oltre che alla tecnica per decorarla.

Ma come si procede?

Innanzi tutto bisogna svuotare tutti i pensili. Si lo so è piena di roba e non sempre sai dove metterla per quei giorni che ti serve per trasformarla. Cogli l’occasione per buttare cibo scaduto ( anche se sei una molto attenta sicuramente trovi qualche cosa) butta via attrezzi che non usi o che sono rotti e che tieni perché… non si sa mai! O pentole, magari quelle antiaderenti, che sono lì dai tempi di Adamo ed Eva che le tieni perché ti dispiace buttarle, piatti sbeccati per non rovinare il servizio… Un perfetto esercizio di decluttering.

Poi smonta le ante. Inizia dalla parte superiore o inferiore, come preferisci. Io vado dall’alto al basso. La parte alta è la più faticosa e vedere il lavoro maggiore finito da una bella carica per terminare il lavoro. Smonta anche le maniglie se puoi, ti faciliterà il lavoro di pittura. Se poi le vuoi cambiare, ancora meglio.

Adesso arriva la parte noiosa perché devi pulire benissimo tutte le parti che devi dipingere. Usa uno sgrassatore, olio di gomito e spugne in microfibra ( scriverò un post dedicato solo per questo argomento). Deve risultare tutto bello pulito, altrimenti o si stacca il colore o ti esce il grasso da sotto il colore. Poi metti il nastro carta nelle parti che non andrai a dipingere. Nel mio caso l’interno dei mobili, il retro delle ante e i vetri dovevano rimanere del colore originale, quindi il nastro carta l’ho applicato sul perimetro inferiore delle ante, attorno ai mobiletti e ai vetri. Questo ti permetterà di fare un lavoro pulito e senza sbavature. Proteggi anche il piano di lavoro con del nailon anche se lo cambi. Dovrai utilizzarlo per qualche giorno prima che te lo sostituiscano.

Terminato il lavoro noioso, arriva il divertimento. Si pittura!!!

La prima mano sembra di fare un bel pasticcio, ma non ti scoraggiare e pensa al risultato. E’ importante che tu non prenda paura e tiri bene il colore, sarà il tuo fondo aggrappante. Meglio lo dai, migliore sarà il risultato finale. La seconda mano sarà sicuramente meglio e ti farà tirare un sospiro di sollievo. Io qui ho dato le prime due mani color latte.

La terza mano dipende dal risultato che vuoi ottenere. Io la consiglio sempre, ma non sei obbligata a darla. Nel mio caso l’ho stesa con un colore leggermente in contrasto. Ho utilizzato il torroncino dato con pennellate irregolari su tutta la superficie.

Per proteggere dai lavaggi frequenti dai anche due mani di x-protect. E’ una vernice trasparente. Io la uso satinata perché non mi piace l’effetto lucido, ma sta a te metterla come preferisci. Quando è tutto asciutto togli il nastro di carta e pulisci eventuali imperfezioni o sporco sul retro delle ante e appendi la prima serie. Vedere il lavoro avanzare, oltre a semplificartelo, ti darà molta soddisfazione e la fatica la senti meno.

Ovviamente si ripete la stessa cosa per i mobiletti inferiori. Smontaggio, pulizia accurata, nastro carta, tre mani di colore, due di vernice protettiva e ovviamente montaggio.

Ricordateti di fare anche lo zoccolo della cucina. Non preoccuparti delle parti in plastica, la shabby chalk aggrappa senza problemi anche in quelle. Ovviamente anche questo andrà pulito e date le tre mani di colore e le due di x-protect satinato.

Al momento di rimontare le ante, puoi mettere le maniglie nuove oppure lava e asciuga quelle che avevi, prima di riposizionarle. Se vuoi le puoi anche dipingere sempre con la stessa pittura.

Se vuoi fai anche il tavolo e le sedie. Puoi fare le sedie e le gambe del tavolo in tinta unita ed il ripiano come la cucina.

Se devi cambiare anche il top della cucina cerca di ordinarlo per tempo. io non consiglio mai di dipingere anche quello se ti piace cimentarti ai fornelli. Cambialo, ne verrà sicuramente la pena. Qui è stato ordinato e spero che arrivi presto, non vedo l’ora di vederla finita completamente!

Che ne dici, ti è venuta un po di voglia di cambiare anche la tua di cucina?

Ti metto alcune foto di cucine, le ultime due sono di mie clienti/corsiste le altre le ho prese su Pinterest. Spero possano esserti utili come ispirazione.

Prima di salutarti ti lascio anche il link ad un mio post che ho scritto qualche tempo fa ma che potrebbe esserti utile http://www.lacasadisara.com/come-shabbare-un-mobile-prime-fasi/

Se ti è sembrato utile questo articolo o hai domande, lascia un commento o condividilo ad una tua amica.

Buon divertimento!

borsa per la spesa shopping bag

creare una shopping bag, ovvero la borsa per la spesa

La borsa della spesa fai da te!!!

Entrati nel nuovo millennio è incominciata anche una nuova consapevolezza sugli sprechi e i danni causati dall’inquinamento, soprattutto ma non solo, delle plastiche. Finalmente i sacchetti di plastica non biodegradabile sono stati banditi, almeno qui da noi. E’ un inizio!

Ammetto che è da molto che io faccio uso di shopping bag in tessuto per fare la spesa e ne ho di varie misure a seconda dell’utilizzo che ne faccio. Quelle più grandi per la spesa mensile o settimanale, le più piccole per quella giornaliera. Mi piace andare a prendere il pane dal panificio che sforna giornalmente utilizzando solo farine scelte e lievito madre, o dal macellaio dove posso decidere la quantità e la qualità della carne che mi offre, dal fruttivendolo per avere sempre frutta e verdura fresca. Ma anche se vai a fare la spesa al supermercato le borse ormai hanno un costo, ed averne “in tasca” o in macchina da utilizzare all’occorrenza, risulta veramente utile.

E’ vero anche che molte volte ce le regalano, io ne ho una quantità enorme raccolta negli anni, ma avendo pubblicità o scritte che non mi piacciono, le lascio in un cassetto. Per te è lo stesso?

Da qui nasce l’esigenza di poter realizzare la borsa per la spesa personalizzata, creata in modo che mi rispecchi a pieno. E che soddisfazione quando la apri e ti fanno i complimenti!!!

La puoi realizzare con pezzi di tessuto di vario genere. Io te ne propongo una realizzata recuperando un vecchio lenzuolo bianco. Se ti ricordi nel precedente post ti spiegavo come poter trasferire le immagini che più ti piacevano sul tessuto. Se non lo hai ancora letto puoi darci un’occhiata qui. Troverai anche un utile video tutorial che tu può aiutare.

Spero che questo tutorial per realizzare una borsa shopping bag ti sia utile e di facile comprensione.

Cosa ti serve

  •  n. 1 pezzi tessuto di cotone cm 90 x 42 circa  ( le misure sono indicative per realizzare questa borsa, ma le puoi cambiare se desideri una borsa più grande o più piccola)
  • n. 2 pezzi tessuto di cotone ( anche diverso) cm 40 x 8 circa ( saranno i manici)
  • n. 1 pezzo di tessuto cm 80 x 5 o  n. 2 da 40 x 5 cm ( possono essere sostituite anche da della fettuccia. Ti servono per i lacci di chiusura della borsa)

 

La realizzazione è molto semplice e ti lascio al video tutoria che ho girato per semplificare la cosa. Se hai problemi di qualsiasi tipo, scrivimi sotto nei commenti o in privato, risponderò molto volentieri hai tuoi dubbi, magari sono gli stessi di molte altre un po’ più timide che hanno paura di chiedere, quindi non farti problemi! Nessuna domanda è stupida o banale. Io il lavoro io so fare e a volte non mi rendo conto che invece per te è più difficile.

Ovviamente si possono aggiungere anche delle tasche o della fodera all’interno, ma questi saranno degli altri video tutorial.
Spero ti sia piaciuto e che ti sia utile, lasciami un commento se ti fa piacere, mi sarà utile per migliorare ed aiutarti negli altri tutorial.
Alla prossima
Sara
trasferimento d'immagine su tessuto

trasferimento d’immagine su tessuto

e se con il trasferimento d’immagine su tessuto personalizzassimo una borsa?

Lo so lo so, era ora che mi decidessi a scrivere un post e a realizzare questo video!

Pausa di riflessione? Non so, sicuramente blocco dello scrittore. Se ce una cosa che trovo difficile è trovare argomenti da scrivere. Per il momento ho voluto accontentare molte/i di voi che mi chiedevano il video tutorial sul trasferimento d’immagine su tessuto. Tempo fa avevo realizzato quello su legno ( che trovate qui  )  ma questo mi mancava.

Per quelli che non sono mai potuti venire ad un mio corso ricordo che lo proviamo tutte le volte durante il corso di recupero del mobile. Non vi prometto durante le fiere, perché non sono mai sicura di partecipare. Purtroppo ho un contratto a chiamata e non sempre ritengono utile la mia presenza. Ma voi potete inviarmi tutte le vostre richieste, domande, dubbi o altro senza problemi, risponderò nel più breve tempo possibile.

Nel video che trovate sotto ho utilizzato un tessuto in cotone che poi utilizzerò per realizzare una shopper per la spesa. Un’occasione per il prossimo video tutorial.

Ma cosa possiamo realizzare con questa tecnica? In realtà un po’ di tutto. Una mamma ha personalizzato le magliette di una classe, chi si è creato la maglietta con una propria foto di quando era decisamente più giovane, io personalmente l’ho impiegato per crearmi le mie prime etichette utilizzando una fettuccia in cotone. Può essere utilizzato per i nomi sui bavaglini e i vestitini dei bambini per l’asilo o la scuola, personalizzare camice o grembiuli, ma anche cuscini, tende e lenzuola. A voi scoprire e realizzare il vostro disegno!

Ora vi lascio al video, buona visione!

 

Ricordate:

  • fotocopia al laser bianco e nero o colori è indifferente
  • quando fate una fotocopi assicuratevi di avere un buon contrasto
  • tessuto cotone o lino sono da preferire ai sintetici
  • fissate la fotocopia con il disegno rivolto al tessuto
  • bagnate un pezzo alla volta tenendolo sollevato
  • potete schiacciare con il retro del pennello, l’abbassa lingua, la forbice, una stecchetta, la stecca d’osso… la carta di credito scaduta!
  • Stirate prima di lavarlo ( la direzione del tessuto non ha importanza, non si rovina)

Per l’acquisto del prodotto cliccate qui

Per come recuperare le immagini vi lascio al precedente post che lo trovate qui

Come accennato prima per il post sul trasferimento su legno vi rimando questa pagina

Buon divertimento con il trasferimento d’immagine!!!