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Effetto legno dove applicarlo e come realizzarlo

Il legno da sempre un effetto caldo. Sa di natura, di calore, di casa… E’ vero, un mobile è bello bianco o colorato, ma a volte, abbiamo voglia di qualcosa che ci riporti ancora più indietro nel tempo. E cosa c’è di meglio del legno?

Allora cosa fai quando vorresti avere mobili con la venatura del legno ma hai una superficie del tutto diversa?

Semplice, lo si ricrea!

effetto legno a doghe

Quello che vedi qui in foto è un pezzo di compensato, ma potrebbe essere anche un laminato o un qualsiasi altro materiale, che ho trasformato dandogli la parvenza di tavole di legno.

Adesso mi dirai: la fai facile tu, ma io che non so da che parte incominciare e a mala pena tengo il pennello in mano?

E’ più semplice a farsi che a spiegarlo.

Innanzi tutto ti serve ” il trucco” ossia lo strumento che ti permetterà di eseguire le venature in maniera semplice e veloce: il venalegno

spatola effetto legno o venalegno

La spatolina rossa in silicone che vedi è dotata di curve che a seconda di come le muovi, ti daranno le venature del legno.

Oltre a questo ti serviranno due colori che saranno diversi a seconda degli effetti che vuoi ottenere. Poi se desideri dare l’effetto caldo del legno ti serviranno anche gli invecchianti. Il noce è il più classico, ma anche teak o cenere, o la combinazione di questi creeranno degli effetti veramente speciali.

Ma dove puoi applicare questa tecnica?

Su tantissime superfici: laminato, metallo, cartone, cartongesso, compensati…

Praticamente su qualsiasi superficie dove ti piacerebbe ricreare l’effetto caldo del legno.

Per farvi capire bene la tecnica utilizzata, vi lascio due video che ho realizzato proprio su l’effetto legno. Nel primo spiego le basi e quello più semplice, nel secondo il vero legno utilizzando gli invecchianti..

Come hai potuto notare è abbastanza semplice. E’ tutta una questione di polso. Ti consiglio di fare alcune prove su una tavoletta che puoi buttare, anche solo con il colore ed il venalegno, senza la base. Quando ti sentirai pronta vai sul tuo mobile o tavolo o qualsiasi cosa tu abbia in mente.

Ti ricordo che se hai difficoltà a trovare il venalegno, mi puoi contattare, te lo procuro senza problemi.

Per qualsiasi dubbio scrivi nei commenti, ti rispondo molto volentieri

Buon divertimento!

Carta vetrata o carta abrasiva quale usare?

Come preannunciato, nella nostra rubrica degli attrezzi del mestiere, non può mancare la carta vetrata o corta abrasiva.

La carta vetrata è uno strumento indispensabile per molti lavori di falegnameria e altri progetti di recupero. E’ indispensabile per la decapatura, ossia l’effetto anticato che vogliamo dare alle nostre superfici. Usandola nella maniera corretta, puoi lucidare e lisciare le superfici in legno grezzo per poi applicare l’impregnante e/o il colore; puoi ricreare vari tipi di usura e lisciare la chalk che risulterebbe altrimenti ruvida al tatto. Un utilizzo scorretto, invece, lascia parecchi graffi o addirittura dei veri e propri solchi. Scegliendo il tipo di carta vetrata adatto al tipo di lavoro otterrai dei risultati perfettamente rifiniti.

In commercio si possono trovare diversi tipi di carta vetrata: differenti per tipologia di abrasivo, formato e grana.

Sui vari tipi di abrasivi non mi soffermo, non siamo delle esperte. Per quanto riguarda il formato la puoi trovare in fogli, rotoli o pre-formata per le varie levigatrici. In fogli di carta, spugne abrasive o fogli pretagliati con il retro spugnoso.

La grana della carta abrasiva è molto importante perchè determina il grado di finitura che vuoi ottenere. In commercio si trova dalla 40 alla 2500 e anche di più. Mentre facevo la ricerca per scrivere questo post ho trovato anche misure che arrivano alla 7000.

Tieni presente che più il numero è basso e più la grana è grossa. Quindi per lavori con effetti particolarmente rovinati puoi usare una grana anche da 80. Più devono essere fini e levigare in maniera perfetta e più alto sarà il numero. Io solitamente uso la 150 per gli effetti di usura più evidenti sul colore e la 220/240 per la finitura. La acquisto con la spugna sul retro in rotolo grande ma hanno lo strappo facilitato ogni 10/12 cm. Se non hai tanti lavori ti consiglio di acquistare i foglietti già tagliati anche perchè dura molto e lavoro ne fai tanto, soprattutto quella più grossa.

La particolarità di questa carta vetrata è che utilizzandola non ci si scotta le dita, il peso della mano viene distribuito meglio e se la si piega per lavorare in punti difficili non si spezza rischiando poi di graffiare in maniera poco bella la superficie e non ultima, nella parte spugnosa, la uso per togliere in parte la polvere che si forma naturalmente con la carteggiatura.

Ho provato le spugne, ma non mi sono trovata molto bene. La carta semplice ha la brutta caratteristica che, scaldandosi con lo sfregamento, si surriscalda e ci si scotta le dita. Se non trovi la carta con la spugna sotto puoi sostituirla con un pezzo di legno o un pezzo di gommapiuma.

Il pezzetto di legno è utile anche per carteggiare delle parti particolarmente ampie i difficili. Io l’ho utilizzato per crearmi un valido arnese per carteggiare le perline ed evidenziare le doghe

Attenzione: la carta con la grana più grossa usala nel senso delle venature del legno o della pennellata che hai dato, La 240 la puoi usare anche in senso rotatorio senza problemi. Se non vuoi un effetto usurato particolarmente evidente, usa poco la grossa, passa la fine e in caso riprendi alcuni punti con la più grossa. Ricorda che parti sporgenti tipo cornici e fregi e gli angoli sono quelli più facilmente carteggiabili ed il colore si toglierà più facilmente, soprattutto se fresco.

Credo di averti detto tutto ma se hai domande non esitare!

Buon divertimento

Quali sono i pennelli da usare per la shabby chalk?

Ciao e ben tornate/i!

Come promesso, per la nostra rubrica sugli attrezzi, oggi ti parlo dei pennelli che servono per svolgere l lavoro di “ relooking “ del mobile.

Sia durante i corsi che quando devo consigliare il colore , è una delle domande più frequenti.

Innanzi tutto è doveroso specificare che di pennelli c’è ne sono veramente di tutti i tipi e qualità. Per semplificare, senza entrare troppo nel dettaglio, li dividerò in tre categorie: per forma, tondi o piatti; per misura e per il tipo di setole. Ci sarebbero altre mille suddivisioni, ma a noi interessano soprattutto queste.

i miei pennelli

Iniziamo dalle setole

Devono essere quelle sintetiche possibilmente morbide. Se sono troppo rigide possono lasciare più segni. Cerca di non comprare quelli troppo economici, possono perdere i peli o averne troppo pochi. Alcuni all’interno sono vuoti, non è un pregio. Sono solo di qualità più scadente e non raccoglierai la quantità giusta di colore.

Tondi o piatti? Grandi o piccoli?

Se formuli questa domanda a più persone ognuna ti darà una risposta differente.

Io posso parlare della mia esperienza: dipende da quello che devi fare e dove vuoi dipingere. Sicuramente il pennello che non ti deve mancare è il pennello piatto N. 40 e N. 50 . Più grande può risultare ingombrante e non entrare bene nel barattolo rovinando le setole più esterne. Tieni presente che il pennello ha due misure: la parte larga e quella stretta e se è un buon pennello lo puoi utilizzare in entrambe le dimensioni. Certamente sarà più semplice utilizzare dei pennelli più piccoli in alcuni punti e il N.20 potrebbe essere molto utile. Non fati mancare nemmeno uno ancora più piccolo.

C’è chi si trova bene utilizzare sempre il pennello tondo, utilissimo su superfici tondeggianti come le gambe delle sedie, oppure sui punti come i fregi, entra decisamente meglio tra i fori. Anche in alcuni angolini non sono niente male ed averli di due o tre misure potrebbe semplificarti di molto il lavoro.

Sono ottimi anche per creare le patine, dare gli invecchianti o la cera

Se devi fare dei ritocchi devi avere i pennellini a punta tonda i piatta, ma molto piccoli tipo il N.2 o 3

Utile anche un 6 oltre per gli angoli, io lo uso anche per prendere la soluzione per il trasferimento d’immagine.

Un discorso a parte riguardano gli stancil. In questo caso i pennelli da stancil o i tamponi di spugna, sono essenziali per non sbavare. Per alcuni, soprattutto quelli molto grandi, potresti addirittura usare il rullino in spugna

foto dal web

Come si puliscono i pennelli

Dipende dal colore che utilizzi. La Shabby chalk è un colore ad acqua e quindi il pennello va lavato con… l’acqua.

Puoi togliere l’eccesso di colore con la carta e poi andare a lavare il pennello sotto il getto di acqua, io la utilizzo tiepida, con l’aiuto di sapone di Marsiglia ed una spugna in micro fibra. Ed il pennello ritorna come nuovo!

Quanto dura un pennello?

Difficile a dirsi, dipende dalla qualità, da come lo usi e da come lo mantieni. Sicuramente se le setole diventano dure, se perde peli, ti conviene cambiarlo. Se è un po’ sfilacciato nei lati lo puoi recuperare tagliando le setole rovinate.

Mi sembra di averti detto tutto, ma se ci sono domandi non esitare a chiedere, potrebbero essere utili ad altre persone.

La prossima volta tratteremo la carta vetrata, quale usare?

alla prossima!

Come pulire e sgrassare un mobile prima di dipingerlo

Ben tornata nel mio blog, o ben arrivata se per te è la prima volta che mi leggi. Con questo articolo voglio iniziare una rubrica dedicata agli attrezzi del mestiere. Ossia tutti gli strumenti che dovresti avere per facilitarti il lavoro.

Inizio dalla pulizia, visto che prima di iniziare qualsiasi lavoro di re-looking del tuo mobile o complemento, devi pulirlo.

Come pulire e sgrassare un mobile prima di dipingerlo vignetta la boss delle pulizie

Ti sembrerà impossibile, ma anche se sei un’accanita sostenitrice delle pulizie di casa, dei residui di sporco ci sono sempre. Non perché non sei brava, io per prima sono un disastro, ma è normale. E’ vero che con la shabby chalk della Decorlandia non abbiamo bisogno di carteggiare, sverniciare o dare primer, ma dobbiamo ben sgrassare le superfici che andiamo a dipingere. L’unica cosa che non fa attaccare il colore è il grasso e lo sporco.

Innanzitutto bisogna spolverare bene TUTTE le parti, anche le più nascoste, togliere le ragnatele e i fiocchi di polvere, anche sotto il mobile. Magari non lo andrai a dipingere li, ma potrebbero poi andare in mezzo al colore e sarebbe piuttosto antipatico.

Per la pulizia vera e propria bisogna distinguere da mobile a mobile o complemento.

Quelli della cucina sono quelli che possono avere più residui di grasso e richiedono una pulizia maggiore, un po meno gli altri. Da far attenzione alle sedie. a volte le spalliere sembrano pulite, soprattutto quelle scure, ma, al contrario, soprattutto vicino ai montanti, scoprirai che sono piuttosto sporche e che lo scuro che pensavi fosse il colore della sedia, in realtà era sporco. ( sei andata a controllare vero? )

Per la pulizia di questi mobili io utilizzo una combinazione di prodotti, tutti molto economici, ma efficaci.

Incomincio con delle semplici pagliette saponate della Bravo o similari da risciacquare con una spugna in micro fibra. Poi passo anche della soda solvay diluita in acqua calda nelle proporzioni di 2 cucchiai ogni litro di acqua. In questa maniera sono proprio sicura che sia bella sgrassata e pronta per essere dipinta

Ho utilizzato la soda solvay da sola anche per la pulizia di boiserie e porte di forte passaggio con ottimi risultati.

Se invece sono in presenza di un mobile o un complemento da dover solo pulire, come i mobili della camera, del soggiorno, le lampade o i vasi, posso utilizzare l’alcool denaturato, quello rosa per capirci, o acqua e aceto bianco o uno sgrassatore qualsiasi che usate in casa. Le spugne in micro fibra sono eccellenti per affiancare questo tipo di pulizie.

Ho scritto un articolo tempo fa su come ho preparato un mobile prima di dipingerlo, se vi interessa lo trovate qui

L’alcool è perfetto in presenza di mobili trattati a ceralacca. Può andar bene anche per quelli cerati, ma se in presenza di molta cera, forse è preferibile usare della trementina o un decerante. Io personalmente ancora non l’ho utilizzato. L’alcool è sempre stato più che sufficiente visto che i mobili che ho recuperato erano vecchi e ormai la cera era andata via da un pezzo.

In presenza di sporco ostinato potrebbe essere necessario anche l’uso di una spugna abrasiva. Non preoccuparti se durante queste pulizie rovini lo strato superficiale del tuo supporto, tanto poi lo andrai a ridipingere e si nasconde tutto.

Come vedi sono tutte cose che hai in casa senza tanta fatica e se non le hai mai usate… provale. Sono molto economiche e pratiche. Premetto che non sono sponsorizzata da queste ditte, non vengo pagata e non ricevo omaggi per parlartene ( se poi i relativi responsabili hanno piacere di farmi qualche omaggio, sono lieta di comunicare il mio indirizzo 🙂 ), ma nascono per una prova sul campo diretta. Ovviamente non infallibile e aperta a suggerimenti. Proprio parlando con una persona mi ha suggerito anche il vapore. Non avendo una di queste macchine, non l’ho ancora provato. Sicuramente non andrà bene su tutto, ma qualcosa si può fare sicuramente. Magari mi puoi suggerire qualcosa anche tu.

Ricapitolando: tra gli strumenti necessari che devi sempre avere sono dei prodotti per la pulizia! Ovvio no?!? … non sempre

Il prossima volta parleremo di pennelli. Quali usare, misure, forme e come tenerli puliti.

a presto