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Gli errori da evitare quando dipingi un mobile

Alla fine del mese scorso sono stata chiamata da una coppia di miei clienti in loro soccorso. Avevano acquistato da me il colore e si erano cimentati a trasformare il mobile del salotto ma il risultato non era quello che si aspettavano.

Quando sono arrivata mi sono trovata difronte ad una libreria decisamente da rimetterci le mani, ma che mi ha ispirato questo post.

In affetti anche la migliore delle pitture, se data senza le adeguate accortezze, non può far miracoli.

Utilizzare la pittura gessosa non è difficile, ma bisogna comunque seguire alcune semplici regole.

  • non caricare troppo o troppo poco colore nel pennello

un eccesso di colore può portare a colature o ammassi di colore su alcuni punti rispetto ad altri, se al contrario ne hai troppo poco rischi di “tirare” troppo il colore. Ne metterai troppo poco ed arrivare addirittura ad asciugare il colore con il pennello formando delle piccola palline di prodotto. Immergi il pennello circa 1cm e togli l’eccesso di colore dal pennello strofinando le punte sul bordo del barattolo tenendo il pennello in verticale. Una delle regole che insegno sempre ai miei corsi è che il pennello non è il mestolo del sugo e quindi non va sbattuto sull’orlo del barattolo come fai con una pentola!

  • segui le venature del legno

Per dare la direzione corretta alle pennellate segui la venatura del legno, ti sarà più facile anche se questo è verniciato. Sicuramente le persone che hanno realizzato il tuo mobile od oggetto, hanno usato una logica. A te non serve altro che seguirla per facilitarti il compito. Se poi è grezzo ti risulterà più facile e veloce la pennellata. Se un mobile è grande, come ad esempio una libreria, segui sempre la stessa logica con cui hai incominciato i primi ripiani. Per esempio: se sul fondo di una mensola hai incominciato a dipingere in orizzontale, farai lo stesso per tutte le altre. Ricordati che il senso delle pennellate sarà seguito anche dalla carteggiatura e quindi se vuoi un effetto usurato in verticale le pennellate saranno verticali, al contrario se preferisci in orizzontale saranno in orizzontale

  • tutte le mani devono avere la stessa direzioni

Ricollegandomi al discorso del punto sopra, le varie mani che dai dovranno avere tutte la stessa direzione in caso contrario ti troverai, quando carteggi, un effetto strano. Sempre che non sia voluto.

  • Non fare mai le cose troppo in fretta o sei stanco

Un ottimo prodotto non può sostituirsi completamente alla mano di chi lo utilizza. Se sei troppo stanca, fermati e ricomincia il giorno o la domenica successiva, non continuare solo perché devi finire a tutti i costi. Il lavoro ne risentirà sicuramente! Calcola bene i tempi: devi svuotare il mobile, lavarlo, dipingerlo e cerarlo o proteggerlo con la vernice finale. Quest’ultima poi, dovresti darla almeno il giorno successivo in modo che il colore si asciughi in profondità.

  • usa pennelli puliti e di qualità

Anche il pennello ha la sua importanza. Se ha setole sbagliate, troppo poche o troppo dure lascerà più facilmente le righe o perderà la setole. Ne ho trovate una marea! Si attaccano al colore e le togli con difficoltà. Se poi il colore si asciuga, rimangono incollate e diventa ancora più difficile toglierle, lasciando anche brutti segni. Altro problema può nascere se il pennello che hai utilizzato in precedenza non è stato lavato bene, rilasciando parte del colore precedente o le setole risultano rovinate o dure.

  • usa più pennelli

Sugli angoli, sulle parti più strette o in punti particolari non intestardirti ad usare sempre lo stesso pennello. Magari cambiando forma o dimensione il lavoro ti risulterà più facile e il risultato sarà migliore

  • Proteggi sempre la superficie dove lavori

Quando dipingi vai a proteggere sempre la superficie sotto e attorno al tuo oggetto o mobile dovrai preoccuparti meno di sporcare e rovinare le cose attorno. Attenzione però alla carta perché potrebbe attaccarsi al colore quando questo si asciuga rimanendo incollata.

  • mai dipingere sotto il sole

Due piccioni con una fava? Non è questo il caso, quindi se pensi di abbronzarti mentre pitturi non è il caso. Il colore si asciugherebbe troppo presto e non riusciresti a stenderlo bene

  • attenzione al colore troppo denso

Se hai il colore fermo da un po in un barattolo già aperto o se la temperatura è piuttosto elevata, il colore può addensarsi, in questo caso allungalo con qualche goccia d’acqua.

  • segui una logica

Quando incominci a pitturare un mobile, non passare da una parte all’altra, ma segui una logica. La sedia è una tra quelle che ti viene più spontaneo saltare da una gamba all’altra. Devi finire prima tutto un pezzo prima di incominciarne un altro, il colore si stenderà meglio.

  • proteggi le parti che non vuoi dipingere con del nastro carta

Non fidarti della tua mano, anche Michilangelo aveva i suoi trucchi, quindi se non vuoi dipingere alcuni punti, proteggili applicando del nastro carta sul bordo. Quando lo toglierai risulterà tutto pulito e perfetto.

  • pulisci bene le superfici

E’ veramente importante che prima di iniziare tu pulisca bene la superficie che vai a dipingere. Il meno che ti può succedere sono macchie giallastre che fuoriescono ( e non sono sempre tannini!) , il peggio è che ti si stacchi il colore

spero che questa piccola e sicuramente incompleta guida ti possa essere utile almeno per evitare alcuni problemi ma se ne riscontri altri scrivimi!

Un abbraccio e buon lavoro!

borsa per la spesa shopping bag

creare una shopping bag, ovvero la borsa per la spesa

La borsa della spesa fai da te!!!

Entrati nel nuovo millennio è incominciata anche una nuova consapevolezza sugli sprechi e i danni causati dall’inquinamento, soprattutto ma non solo, delle plastiche. Finalmente i sacchetti di plastica non biodegradabile sono stati banditi, almeno qui da noi. E’ un inizio!

Ammetto che è da molto che io faccio uso di shopping bag in tessuto per fare la spesa e ne ho di varie misure a seconda dell’utilizzo che ne faccio. Quelle più grandi per la spesa mensile o settimanale, le più piccole per quella giornaliera. Mi piace andare a prendere il pane dal panificio che sforna giornalmente utilizzando solo farine scelte e lievito madre, o dal macellaio dove posso decidere la quantità e la qualità della carne che mi offre, dal fruttivendolo per avere sempre frutta e verdura fresca. Ma anche se vai a fare la spesa al supermercato le borse ormai hanno un costo, ed averne “in tasca” o in macchina da utilizzare all’occorrenza, risulta veramente utile.

E’ vero anche che molte volte ce le regalano, io ne ho una quantità enorme raccolta negli anni, ma avendo pubblicità o scritte che non mi piacciono, le lascio in un cassetto. Per te è lo stesso?

Da qui nasce l’esigenza di poter realizzare la borsa per la spesa personalizzata, creata in modo che mi rispecchi a pieno. E che soddisfazione quando la apri e ti fanno i complimenti!!!

La puoi realizzare con pezzi di tessuto di vario genere. Io te ne propongo una realizzata recuperando un vecchio lenzuolo bianco. Se ti ricordi nel precedente post ti spiegavo come poter trasferire le immagini che più ti piacevano sul tessuto. Se non lo hai ancora letto puoi darci un’occhiata qui. Troverai anche un utile video tutorial che tu può aiutare.

Spero che questo tutorial per realizzare una borsa shopping bag ti sia utile e di facile comprensione.

Cosa ti serve

  •  n. 1 pezzi tessuto di cotone cm 90 x 42 circa  ( le misure sono indicative per realizzare questa borsa, ma le puoi cambiare se desideri una borsa più grande o più piccola)
  • n. 2 pezzi tessuto di cotone ( anche diverso) cm 40 x 8 circa ( saranno i manici)
  • n. 1 pezzo di tessuto cm 80 x 5 o  n. 2 da 40 x 5 cm ( possono essere sostituite anche da della fettuccia. Ti servono per i lacci di chiusura della borsa)

 

La realizzazione è molto semplice e ti lascio al video tutoria che ho girato per semplificare la cosa. Se hai problemi di qualsiasi tipo, scrivimi sotto nei commenti o in privato, risponderò molto volentieri hai tuoi dubbi, magari sono gli stessi di molte altre un po’ più timide che hanno paura di chiedere, quindi non farti problemi! Nessuna domanda è stupida o banale. Io il lavoro io so fare e a volte non mi rendo conto che invece per te è più difficile.

Ovviamente si possono aggiungere anche delle tasche o della fodera all’interno, ma questi saranno degli altri video tutorial.
Spero ti sia piaciuto e che ti sia utile, lasciami un commento se ti fa piacere, mi sarà utile per migliorare ed aiutarti negli altri tutorial.
Alla prossima
Sara

come recuperare un mobile intarsiato

Recuperare senza trasformare

Ti è mai capitato di avere un vecchio mobile rovinato che però ti sarebbe piaciuto riportarlo al vecchio splendore senza trasformarlo troppo? O magari un mobile intarsiato che sarebbe stato un peccato coprire con della vernice?

A me sono stati chiesti spesso dei consigli, sebbene non abbia nulla di intarsiato in casa, non ho tutto ridipinto e trasformato.

La scorsa settimana mi è stato chiesto di sistemare un piccolo scrittoio ed ho colto l’occasione per farvi vedere come l’ho portato a nuova vita.

Innanzi tutto voglio farvi vedere come si presentava quando l’ho portato a casa

 

Come puoi notare il tempo e la luce avevano rovinato parecchio il legno. Per ripristinare fessure o pezzi mancanti abbiamo bisogno di professionisti del settore che, con appositi attrezzi e strettori, riescono a sistemare il mobile.

Noi, però, possiamo renderlo sicuramente più presentabile. Gli eventuali difetti che non possiamo sistemare passeranno sicuramente in secondo piano.

Ma come ho fatto?

Io ho utilizzato di due tipi di oli, anzi tre: l’olio di gomito ( importantissimo per qualsiasi tipo di lavoro 🙂 ) … e l’olio di lino o olio restauratore. In questo caso prima scuro e poi chiaro . Si possono comperare anche al supermercato o in ferramenta, quindi facilmente reperibili.

L’ho steso a pennello in abbondanza su tutta la superficie. Prima quello scuro; una volta lasciato penetrare ed asciugare una giornata, ho passato uno straccio prima di ripassare un’alta mano su tutta la superficie. Lasciato asciugare e ripassato il panno.

Sono poi passata all’olio chiaro per non scurire troppo la superficie ed ho ripreso lo stesso procedimento altre tre volte. Il procedimento è lungo ma il lavoro effettivo non è molto visto la facilità di stendere l’olio con il pennello. Poi la quantità di olio e le passate dipendono sempre dallo stato iniziali del mobile da trattare.

Il risultato comunque è sorprendente e le foto parlano da sole:

 

 

 

 

Mi sono dimenticata di dirti che le maniglie e la toppa per la chiave, le ho tolte. Erano fissate con delle piccole viti. Queste le ho prima lavate con acqua calda e sapone utilizzando uno spazzolino, poi le ho passate con il sidol e lucidate per bene.

Quando ho finito il trattamento con l’olio le ho riposizionate dove erano prima.

Gli interni dei cassetti erano macchiati ( mi spiace non aver fatto la foto prima) così, in accordo con la proprietaria dello scrittoio, ho foderato l’interno con della carta. La sua scelta è andata su un classico giglio fiorentino verde che si sposa molto bene con questo mobile.

 

Sicuramente l’effetto finale è sorprendente! Tutto merito di ” una semplice” passata di olio!

 

Spero ti sia stato utile ed aspetto i tuoi commenti e suggerimenti sui metodi che tu utilizzi!

alla prossima

 

 

 

come cambiare una stanza

come cambiare aspetto ad una stanza

Piccoli tocchi per cambiare aspetto ad una stanza

Verso la fine di agosto sono stata a far visita ad una persona molto cara, ma che conosco solo in ambito lavorativo. Non mi è mai piaciuto presentarmi a mani vuote ed ho pensato che una mia creazione potesse farle piacere.
Le ho portato un canovaccio con l’applicazione di una barca, vista la sua passione per il mare.
Naturalmente non l’ha provato subito, ma quando è arrivata a casa, mi ha mandato subito le foto!

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Una bellissima soddisfazione!!! Ed aver indovinato così il colore!
Quello che mi ha reso più felice è ciò che mi ha scritto: ” Perfetto per la mia cucina! … e ora si che lo tengo volentieri!

Vi ho raccontato tutto questo per farvi capire che a volte per cambiare aspetto ad una stanza o ad un angolo che non ci piace più, basta veramente poco.
Un oggetto, un particolare, è quello che fa la differenza.
Quando una stanza ce un qualche cosa che vi disturba… fermatevi, sedetevi ed osservate i particolari, i colori, le forme. Molto spesso cambiando disposizione o modificando pochi particolari, diamo più armonia alla stanza.

Prima che chiudessi il negozio una signora entrata mi disse: “ho una casa vecchia, non ci posso mettere queste cose così belle”. La domanda che mi è venuta subito: PERCHE’? Non esistono case vecchie esistono persone ristrette di idee e fantasia!

Basta trovare scuse di non avere i soldi per cambiare la cucina, il salotto o la camera, basta veramente un piccolissimo particolare, aggiungere o togliere qualche cosa.

Vi faccio vedere un altro esempio di una casa a Venezia dove ho aggiunto solo due calate laterali alle tende pre esistenti della cliente ed ho rinnovato le fodere dei cuscini in coordinato, rendendo la stanza diversa e più accogliente

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Di questi esempi si posso fare tanti. A volte ci si impiega poco per capire come trasformare una stanza, altre ci vuole del tempo; l’importante è creare una stanza dove si sta bene e ci si sente coccolati.

E voi avete mai cambiato aspetto ad una stanza con piccoli tocchi o vorreste farlo, ma non sapete come incominciare?

 

Corso di recupero del mobile e tappezzeria facile

Corso di recupero del mobile in stile shabby e tappezzeria facile

Ho sempre realizzato i miei corsi in giorni separati. Qualche mese fa una signora mi ha chiesto se organizzavo un corso completo  sul recupero del mobile e la tappezzeria perchè veniva da lontano.

Da qui, come un tarlo, mi si è insediata l’idea di realizzare questa due giorni di full immersion.

Ma dove? Quando?

Mi sono venute in aiuto due persone, la prima in una location poco lontano dalla mia usuale sede, Preganziol. Purtroppo, però le stanze dove alloggiare sono ancora in fase di allestimento; l’altra è la mia cara amica Marica con il suo agriturismo a Marango di Caorle

corso di recupero del mobile e tappezzeria corso di recupero del mobile e tappezzeria

Un posto che per me è magico ed una grande forza positiva. Quando arrivo li mi sento sempre bene ed in armonia con la natura. Il posto perfetto per questo corso.

Ne avevamo già fatto un’altro l’anno scorso e nonostante la furia del tempo, siamo state benissimo, e quindi si replica doppio!

Giorni fissati 8 e 9 ottobre 2016

 

Ma cosa andremmo a fare esattamente in questi due giorni?

Il corso di recupero del mobile e tappezzeria facile incomincia sabato  alle 9,30 sino alle 17 circa, con un break per il pranzo.
Porta con te un piccolo oggetto in legno: un piccolo mobiletto, una cornice, uno specchio, una sedia… purché non troppo grande, altrimenti rischi di non terminarlo. In caso puoi inviarmi delle foto per valutarlo assieme.
Scoprirai la tecnica base del recupero del mobile, che non necessita di alcuna preparazione del supporto.
Imparerai il metodo della decapatura più o meno usurata, le differenti patine che si possono dare e le cere, per poter trasformare a tuo piacimento mobili e complementi in modo facile e divertente.
E prima di terminare la giornata ti farò sperimentare la tecnica del trasferimento d’immagine su tessuto e su legno

La domenica, si incomincia sempre alle 9,30 sino alle 17 circa sempre con un break per il pranzo, ma si parte con la tappezzeria. Vi mostrerò le diverse tipologie che potete incontrare e creerete voi stesse una imbottitura per una sedia.

A chi si rivolge?

Il corso di recupero del mobile e tappezzeria si rivolge a tutti coloro che vogliono rinnovare casa in modo facile ed economico. A chi vuol trovare un altro sbocco lavorativo; a chi ha bisogno di una cura rilassante; a chi ha bisogno di un po’ di svago; a chi vuole passare un paio di giornate diverse, a… proprio tutti, senza aver bisogno di alcuna base precedente.

Cosa avrai a disposizione?

Sarà mio compito metterti a disposizione tutto il materiale necessario. I kit di decorazione e la shabby chalk in circa 30 differenti colori. Inoltre avrai la tavoletta, il tessuto e tutto quello che è necessario per la tappezzeria. Guanti, grembiule, pennelli…
In regalo avrai una dispensa tecnica sui vari argomenti che trattiameremo

E se non puoi venire due giorni o la tappezzeria non ti interessa?

Per incominciare mi dispiacerebbe veramente se tu non ti fermi entrambi i giorni per il corso di recupero del mobile e tappezzeria. Comunque non preoccuparti, puoi partecipare solo a quello del sabato. Per quello della domenica è riservato solo a chi ha già frequentato un mio corso, essendo leggermente più avanzata. Mi dispiace.

Quanto costa?

Avrai il corso di recupero del mobile e tappezzeria a soli € 177,00 ma se porti un amica/o o compagno avrete il corso a € 154,00 a testa. Se invece partecipi solo al corso del sabato il costo è di € 89.00
Le pause pranzo verranno fornite direttamente in agriturismo ad un costo di € 20.00 totali, per la cena del sabato, invece, andremmo in un ristorante pizzeria lì vicino che ci ospiterà ad un prezzo convenzionato dove ognuno potrà scegliere liberamente cosa mangiare.

Come partecipare?

Partecipare al corso di recupero del mobile e tappezzeria è semplice, basta inviarmi la conferma il prima possibile ( i posti sono sempre limitati) ed effettuare il pagamento, non saranno confermate adesioni senza.
E’ possibile pagare per mezzo bonifico bancario, vi manderò le coordinate appena ricevo la vostra conferm; oppure con carta di credito con il tasto sottostante

Per chi avesse bisogno di pernottare, l’agriturismo offre dei bellissimi appartamenti con uso cucina ma per l’occasione ci preparerà anche la colazione, tutto ad un prezzo speciale. Potete vedere la location a questo link http://www.maranghetto.com, Marica vi fornirà tutte le informazioni che avrete bisogno e prenoterete direttamente a Lei. Tel. 3334612900

Prenota il tuo posto

sara@lacasadisara.com

 


persone



corso shabby 3

 

Creare un effetto cracklé

Non so voi, a me piace molto cambiare. Quando debbo decorare una serie di oggetti o mobili, non riesco a ripetere sempre la stessa cosa ma una delle tecniche che questa estate ho provato di più è stato l’effetto cracklé, cioè l’effetto screpolato o crepato

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La finitura crackelé si può eseguire su vari tipi di superfici e materiali, creando effetti decorativi molto simpatici e sempre differenti. Questa tecnica può essere usata sia su superfici grezze, sia precedentemente lavorate con il dècupage.

In ogni caso, il risultato è sempre sorprendente e in grado di arricchire ogni oggetto presente in casa, dandogli nuova vita.

effetto cracklé

 

Indipendente dal materiale occorre procedere con il nostro solito metodo utilizzando due colori in contrasto.

Stendere una prima mano del primo colore e poi una seconda, su tutta la superficie usando il pennello ed attendere che il colore sia ben asciutto anche tra una mano e l’altra.

Dopo che la vernice si è asciugata stendere sull’oggetto da decorare una spessa mano di screpolante

Appena lo screpolante risulta asciutto, stendere il secondo colore di contrasto. Mano a mano che il colore in superficie si asciuga, potete notare il formarsi delle crepe caratteristiche dell’effetto crackelé, perfette per dare al legno e altri materiali uno stupendo effetto anticato.

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Eccolo qui il favoloso prodotto!!!

Ci sono due formati disponibili, da 50 a da 125 ml.

Nato per gli acrilici, è ottimo anche per la shabby chalk e bellissimi effetti vengono creati anche con l’oro. Pensate a quante cose per Natale si potranno creare! E adesso chi ci ferma più?

Che ne pensate, non è un effetto bellissimo? A voi è già venuto in mente cosa creare? Ditemelo qui nei commenti o sui social, Vi aspetto!!

Sara

 

colla acetovinilica

la super colla dei tappezzieri

Avete mai chiesto a un tappezziere che materiali usa e dove li acquista?

Io sono nata e cresciuta tra gli artigiani e debbo dire che una categoria più chiusa di loro, nonostante mi conoscano bene, non esiste!

Mi hai visto nascere… siamo parenti… le nuove generazioni hanno preso strade diverse… eppure…

Per alcuni è più difficile di altri aprirsi e confidarti i loro piccoli segreti del mestiere, ma io sono stata caparbia e giorno dopo giorno, negli ultimi sei anni, sono riuscita a carpirgli alcuni segreti, tecniche e… fornitori.

Bhe spero per voi che siate state più fortunate, in caso contrario sappiate che siete in buona compagnia.

Circa un anno fa ho avuto la fortuna che una mia cliente affezionata mi commissionò due poltroncine da rifoderare. Non avevo mai fatto una cosa del genere e non volevo certo deludere una buona cliente. Lei lo sapeva che collaboravo, all’occorrenza, con un mio cugino tappezziere  ma naturalmente, voleva spendere poco. Accettai lo stesso, certa di poterla accontentare.

A quel punto presi in mano il telefono e feci una richiesta inaspettata al cucino: quanto vuoi per rifoderare due poltroncine se ti vengo ad aiutare? A quel punto non poteva rifiutare ed io avevo la possibilità di imparare tantissimo! Felice la cliente che ha speso meno, felice io che ho potuto imparare.

Fu in quella occasione, nel momento di incollare la passamaneria che copriva tutte le graffette, che usai per la prima volta la colla aceto vinilica, secondo me una super colla dei tappezzieri!!

In realtà è una colla adatta a molteplici usi, anche per modellismo. Ha delle ottime caratteristiche perché si asciuga velocemente rispetto alla vinavil classica; non lascia antiestetici spessori come quella a caldo. Insomma, se la usi non la lasci più.

Ma come reperirla, questo non ero proprio stata in grado di saperlo. Ogni volta che facevo la domanda: dove posso trovarla? La risposta era sempre la stessa: dai miei fornitori. Grazie, ma chi sono? Ma chi la dura la vince e anche i più duri alla fine cadono tempestati sempre dalla stessa domanda e diventando difficoltoso accontentarmi ad ogni mia richiesta e diventando una vera seccatura, l’ho fatto crollare: il nome del fornitore era mio!!!

Ed eccola qua in tutto il suo splendore ( mi sa che adesso esagero!!!) la super colla dei tappezzieri

La super colla dei tappezzieri

Scorta fatta per il prossimo corso di tappezzeria di settembre, ma anche per tutti quelli che vogliono semplificarsi la vita in tanti piccoli lavori fai da te. L’uso è semplicissimo, perché basta svitare il suo tappo e tirare il filo di colla necessario dal suo pratico beccuccio, ed il gioco è fatto!! Io me ne sono proprio innamorata, ed anche le mie allieve che l’hanno provata al corso ne sono rimaste entusiaste, tanto che sono venute subito a ritirare il loro flacone.

Se  volete provarla anche voi, non serve altro che cliccare qui e vi indirizzo subito al mio shop per poterla ordinare oggi stesso ed averla in pochi giorni.

Ma voi che colla avete usato sino ad ora? Fatemelo sapere nei commenti, magari scopriamo qualche altro segreto!

 

Rifoderare una sedia un corso facile

Rifoderare una sedia

Oggi vi volevo raccontare dell’ultimo corso che ho tenuto nel mio laboratorio/negozio la fine del mese scorso. Un corso rivolto a chi non aveva mai provato a rifoderare una sedia imbottita o una piccola poltroncina.

Debbo dire che rispetto agli altri corsi, sicuramente è il più complesso che abbia mai tenuto, anche se le corsiste devono già avere un’infarinatura della decorazione del mobile in stile shabby. Per rimanere sul mio stile, ognuno deve lavorare su un suo pezzo personale e proprio per questo motivo non tengo più di 5 persone alla volta

Il corso incomincia qualche tempo prima con un primo step che comprende: la visione della sedia, della scelta del tessuto, il calcolando di quando ne abbiamo bisogno e il procedimento per la decorazione.

Siamo state super fortunate, tutte avevano una differente tipologia, ed hanno potuto vedere i differenti metodi di lavorazione. Peccato per l’infortunio di Laura che ha dovuto rimandare alla prossima volta, altrimenti veramente ci sarebbe stato il top. Sarà sicuramente per la prossima volta.

Ecco le sedie come sono arrivate:

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Un piccolo sgabellino

una poltroncina con braccioli ( la più difficile)

Una sedia decorata nel corso precedente

Questa sedia è stato tolta la parte dello schienale, lavoro che va pensato in anticipo prima di decorare la sedia. In questo caso è venuta una quindicina di giorni prima, ho spiegato come procedere togliendo la prima parte e lasciando che a casa terminasse il lavoro prima di decorarla. ( mi dispiace non aver fatto le foto prima)

Scelti i tessuti

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e riuniti gli attrezzi

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Non ci è rimasto altro che incominciare una giornata intensa e faticosa dove tutte hanno avuto modo di lavorare con impegno e dedizione. Uno splendido scambio di nozioni ed esperienze

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anche i particolari hanno la loro importanza 2016-05-29 19.18.31 2016-05-29 19.19.10

Con questo corso non vogliamo sostituire il lavoro e l’esperienza del tappezziere, che considero indispensabile in alcuni frangenti ed insostituibile, ma un valido aiuto per imparare le basi per sostituire della tappezzeria ormai consunta o fuori moda.

Complimenti a tutte veramente!!!!

Per chi volesse partecipare al prossimo corso si ricomincia a settembre. Qui tutte le info e le date

Sara

come realizzare gli angoli a cappuccio

come realizzare gli angoli a cappuccio

Quale angolo per la tua tovaglia? Impariamo a realizzare gli angoli a cappuccio

 

Quando dobbiamo realizzare una tovaglia non possiamo certo lasciare il tessuto così come appena tagliato, al primo lavaggio si sfilerebbe e noi rimarremmo senza tessuto. Abbiamo diversi modi di realizzare i bordi di finitura ed ognuno da alla tovaglia dei risultati ed un valore diversi.

Il metodo più semplice è sempre quello di rigirare il tessuto si se stesso e cucirlo, viene realizzato soprattutto nei canovacci e nelle tovaglie “da prezzo” perchè è quello più veloce e che necessita minor tessuto.

angolo semplice

 

Altro metodo potrebbe essere l’applicazione del bordo, solitamente di tessuto contrastante. Questa tipologia rende sicuramente una tovaglia ricca e molto bella. Ha il difetto di avere un costo maggiore per il lavoro, ma anche per il tessuto necessario.

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Per rendere bella una tovaglia ci sono ancora tanti altri modi di realizzare il suo bordo

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ma oggi vorrei concentrarmi principalmente su come realizzare gli angoli a cappuccio. E’ uno delle rifiniture più usate sulle belle tovaglie e molte di voi mi hanno chiesto spiegazioni su come li realizzo.

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Per me risulta piuttosto semplice realizzarlo ora e sono abbastanza veloce, ma debbo dire che ho cambiato il modo di realizzarlo diverse volte, cercando di trovare sempre tecniche più semplici e veloci. All’inizio mi ero fatta anche delle dime per segnarmi i quadrati necessari per realizzare bene l’angolo, ora sono arrivata a tre semplici segni, veloci ed efficaci. Vi lascio questo video per semplificare la spiegazione, ma non fatevi problemi a chiedere eventuali spiegazioni. La penna che utilizzo nel video è una penna cancellabile diventata per me insostituibile per la sua caratteristica nel cancellarsi con il solo getto del vapore del ferro da stiro senza lasciare nessun segno.

 

Spero veramente che questo video vi sia utile e vi semplifichi la realizzazione di questo bel angolo.

Buon divertimento

Sara

come tappare i buchi dei tarli

Come tappare i fori dei tarli

Come fare a tappare i fori dei tarli

Molto spesso, nei mobili vecchi troviamo dei fori che possono essere dovuti dai tarli.

come fare a tappare i fori dei tarli

Questi piccoli animaletti sono ghiotti di alcuni tipi di legno.

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Per capire se i tarli occupano ancora il nostro mobile basta osservare i buchi: se sono scuri sono abbandonati; chiari e con una polverina del legno sono occupati dai tarli. In questo caso il mobile necessita di un bel trattamento. Prodotti anti tarlo ce ne sono molti. Potete trovare un post abbastanza esplicativo qui, dove vengono spiegati i vari prodotti e il loro utilizzo.

Personalmente vado di pennello, stendendo bene il liquido anti tarlo e con una siringa lo inietto nei buchi, una faticaccia, ma necessaria. Poi copro bene tutto con del nailon e lascio li per almeno 15 giorni.

Una volta che il legno è stato trattato, non abbiamo più nulla da preoccuparci, o si?

Dunque, ora ci rimangono i buchi e adesso come li tappiamo?

Abbiamo due possibilità:

1 – si prende dello stucco per legno, si tappano tutti i buchi, si lascia asciugare molto bene. Se serve dobbiamo rimettere dello stucco perchè a volte, asciugandosi, lo stucco si ritira all’interno del foro del tarlo. Quando abbiamo raggiunto una superficie sufficientemente piena, si dovrà carteggiare per rendere il tutto bello liscio. Ovviamente questa tecnica risulta piuttosto lunga e in presenza di molti buchi, quasi impossibile che risulti bene.

2- usiamo la shabby chalk mentre stiamo dipingendo il nostro mobile. Avete capito bene, la shabby chalk Decorlandia ha anche questo straordinario potere. Per facilitarvi la spiegazione ho preferito girarvi un breve video mentre la applicavamo.

Come avete visto, con il solo uso del pennello, mentre stendiamo il colore, ne mettiamo in abbondanza sopra i fori e contemporaneamente dipingiamo il mobile. Con una unica passata due lavori!!!

Se rimangono altri piccoli forellini, con la mano successiva si tapperanno definitivamente

come tappare i buchi dei tarli

Facile vero? Credo che questo sia un metodo straordinario, veloce ed efficace e che tutti possono ottenere ottimi risultati senza essere degli esperti.

Sinceramente da quando mi sono accorta di questa bella caratteristica, ho dimenticato, definitivamente, il problema tarli

Ed ora non ci resta che … divertirci! Buon recupero a tutti

Sara