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Carta vetrata o carta abrasiva quale usare?

Come preannunciato, nella nostra rubrica degli attrezzi del mestiere, non può mancare la carta vetrata o corta abrasiva.

La carta vetrata è uno strumento indispensabile per molti lavori di falegnameria e altri progetti di recupero. E’ indispensabile per la decapatura, ossia l’effetto anticato che vogliamo dare alle nostre superfici. Usandola nella maniera corretta, puoi lucidare e lisciare le superfici in legno grezzo per poi applicare l’impregnante e/o il colore; puoi ricreare vari tipi di usura e lisciare la chalk che risulterebbe altrimenti ruvida al tatto. Un utilizzo scorretto, invece, lascia parecchi graffi o addirittura dei veri e propri solchi. Scegliendo il tipo di carta vetrata adatto al tipo di lavoro otterrai dei risultati perfettamente rifiniti.

In commercio si possono trovare diversi tipi di carta vetrata: differenti per tipologia di abrasivo, formato e grana.

Sui vari tipi di abrasivi non mi soffermo, non siamo delle esperte. Per quanto riguarda il formato la puoi trovare in fogli, rotoli o pre-formata per le varie levigatrici. In fogli di carta, spugne abrasive o fogli pretagliati con il retro spugnoso.

La grana della carta abrasiva è molto importante perchè determina il grado di finitura che vuoi ottenere. In commercio si trova dalla 40 alla 2500 e anche di più. Mentre facevo la ricerca per scrivere questo post ho trovato anche misure che arrivano alla 7000.

Tieni presente che più il numero è basso e più la grana è grossa. Quindi per lavori con effetti particolarmente rovinati puoi usare una grana anche da 80. Più devono essere fini e levigare in maniera perfetta e più alto sarà il numero. Io solitamente uso la 150 per gli effetti di usura più evidenti sul colore e la 220/240 per la finitura. La acquisto con la spugna sul retro in rotolo grande ma hanno lo strappo facilitato ogni 10/12 cm. Se non hai tanti lavori ti consiglio di acquistare i foglietti già tagliati anche perchè dura molto e lavoro ne fai tanto, soprattutto quella più grossa.

La particolarità di questa carta vetrata è che utilizzandola non ci si scotta le dita, il peso della mano viene distribuito meglio e se la si piega per lavorare in punti difficili non si spezza rischiando poi di graffiare in maniera poco bella la superficie e non ultima, nella parte spugnosa, la uso per togliere in parte la polvere che si forma naturalmente con la carteggiatura.

Ho provato le spugne, ma non mi sono trovata molto bene. La carta semplice ha la brutta caratteristica che, scaldandosi con lo sfregamento, si surriscalda e ci si scotta le dita. Se non trovi la carta con la spugna sotto puoi sostituirla con un pezzo di legno o un pezzo di gommapiuma.

Il pezzetto di legno è utile anche per carteggiare delle parti particolarmente ampie i difficili. Io l’ho utilizzato per crearmi un valido arnese per carteggiare le perline ed evidenziare le doghe

Attenzione: la carta con la grana più grossa usala nel senso delle venature del legno o della pennellata che hai dato, La 240 la puoi usare anche in senso rotatorio senza problemi. Se non vuoi un effetto usurato particolarmente evidente, usa poco la grossa, passa la fine e in caso riprendi alcuni punti con la più grossa. Ricorda che parti sporgenti tipo cornici e fregi e gli angoli sono quelli più facilmente carteggiabili ed il colore si toglierà più facilmente, soprattutto se fresco.

Credo di averti detto tutto ma se hai domande non esitare!

Buon divertimento

Quali sono i pennelli da usare per la shabby chalk?

Ciao e ben tornate/i!

Come promesso, per la nostra rubrica sugli attrezzi, oggi ti parlo dei pennelli che servono per svolgere l lavoro di “ relooking “ del mobile.

Sia durante i corsi che quando devo consigliare il colore , è una delle domande più frequenti.

Innanzi tutto è doveroso specificare che di pennelli c’è ne sono veramente di tutti i tipi e qualità. Per semplificare, senza entrare troppo nel dettaglio, li dividerò in tre categorie: per forma, tondi o piatti; per misura e per il tipo di setole. Ci sarebbero altre mille suddivisioni, ma a noi interessano soprattutto queste.

i miei pennelli

Iniziamo dalle setole

Devono essere quelle sintetiche possibilmente morbide. Se sono troppo rigide possono lasciare più segni. Cerca di non comprare quelli troppo economici, possono perdere i peli o averne troppo pochi. Alcuni all’interno sono vuoti, non è un pregio. Sono solo di qualità più scadente e non raccoglierai la quantità giusta di colore.

Tondi o piatti? Grandi o piccoli?

Se formuli questa domanda a più persone ognuna ti darà una risposta differente.

Io posso parlare della mia esperienza: dipende da quello che devi fare e dove vuoi dipingere. Sicuramente il pennello che non ti deve mancare è il pennello piatto N. 40 e N. 50 . Più grande può risultare ingombrante e non entrare bene nel barattolo rovinando le setole più esterne. Tieni presente che il pennello ha due misure: la parte larga e quella stretta e se è un buon pennello lo puoi utilizzare in entrambe le dimensioni. Certamente sarà più semplice utilizzare dei pennelli più piccoli in alcuni punti e il N.20 potrebbe essere molto utile. Non fati mancare nemmeno uno ancora più piccolo.

C’è chi si trova bene utilizzare sempre il pennello tondo, utilissimo su superfici tondeggianti come le gambe delle sedie, oppure sui punti come i fregi, entra decisamente meglio tra i fori. Anche in alcuni angolini non sono niente male ed averli di due o tre misure potrebbe semplificarti di molto il lavoro.

Sono ottimi anche per creare le patine, dare gli invecchianti o la cera

Se devi fare dei ritocchi devi avere i pennellini a punta tonda i piatta, ma molto piccoli tipo il N.2 o 3

Utile anche un 6 oltre per gli angoli, io lo uso anche per prendere la soluzione per il trasferimento d’immagine.

Un discorso a parte riguardano gli stancil. In questo caso i pennelli da stancil o i tamponi di spugna, sono essenziali per non sbavare. Per alcuni, soprattutto quelli molto grandi, potresti addirittura usare il rullino in spugna

foto dal web

Come si puliscono i pennelli

Dipende dal colore che utilizzi. La Shabby chalk è un colore ad acqua e quindi il pennello va lavato con… l’acqua.

Puoi togliere l’eccesso di colore con la carta e poi andare a lavare il pennello sotto il getto di acqua, io la utilizzo tiepida, con l’aiuto di sapone di Marsiglia ed una spugna in micro fibra. Ed il pennello ritorna come nuovo!

Quanto dura un pennello?

Difficile a dirsi, dipende dalla qualità, da come lo usi e da come lo mantieni. Sicuramente se le setole diventano dure, se perde peli, ti conviene cambiarlo. Se è un po’ sfilacciato nei lati lo puoi recuperare tagliando le setole rovinate.

Mi sembra di averti detto tutto, ma se ci sono domandi non esitare a chiedere, potrebbero essere utili ad altre persone.

La prossima volta tratteremo la carta vetrata, quale usare?

alla prossima!

Trasformare e recuperare un armadio con le ante ricoperte in tessuto

Cambiare l’armadio guardaroba è sempre un incubo. Soprattutto se realizzato su misura. Spesso ci si fionda sui grossi magazzini sperando di spendere meno per poi imbatterci su misure o tipologie che per le nostre esigenze non vanno bene. Poi si torna a casa delusi e si osserva il vecchio armadio, con un colore indefinito, che fa ancora il suo sporco lavoro, tutto sommato, è funzionale ma… mamma mia che brutto che è! proprio non si armonizza più con il resto della casa. Oppure cambiamo casa e i precedenti proprietari ti affidano il loro “piccolino” perché non sanno dove metterlo, troppo grande, troppo ingombrante, troppo… e tu presa dall’adrenalina del cambiamento lo prendi in affido senza pensare che poi il resto del tuo arredamento cozza completamente con questo armadio grande, funzionale, ma dal colore improponibile per te.

Allora perché non risolvere tutto con una mano di pittura? Il mio saggio nonno mi diceva : na man de pitura fa bea ogni brutura ( una mano di pittura fa bella ogni bruttura).

E come dargli torto dopo tutte le trasformazione che faccio?

Ma se avete un armadio con ante ricoperte in tessuto, come fare?

In questo caso è da valutare alcune soluzioni a seconda del tipo di armadio.

  • Il tessuto è messo su in modo che si possa togliere? Può essere che sia incollato e che si possa togliere e quindi sostituire senza problemi, andando a ridipingere solo la struttura esterna dell’armadio
  • C’è lo spazio per inserire un pannello di compensato? A volte la struttura dell’anta permette di incollare sopra un foglio di compensato. in questo modo trasformi completamente l’armadio e una volta ridipinto non noterai più i due tipi di legno.
  • il tuo armadio non corrisponde a nessuna delle precedenti tipologie? Allora non ti resta che mettere il colora sopra il tessuto


Ed è quello che io ho fatto in un grande armadio con ante ricoperte in tessuto, ne avevo ben 12 con del tessuto ingiallito dal tempo.

Per facilitare la sua trasformazione l’armadio è stato smontato completamente e pezzo per pezzo l’ho trasformato.

La struttura l’ho dipinta in greige carteggiandolo solo leggermente.

Il tessuto, invece è stato dipinto con il latte. Il colore in questo caso l’ho diluito perchè potesse entrare meglio nelle fibre del tessuto e date tre mani di colore, per una completa copertura. Anche qui ho carteggiato leggermente per renderlo completamente liscio.

Per semplificare il lavoro, ho incominciato dalla parte interna delle ante, il tessuto.

Solo una volta terminato e fatto asciugare il colore, ho messo il nastro carta sul perimetro del tessuto per non sporcarlo di greige e sono andata a colorare la parte in legno.

Il risultato è stato veramente entusiasmante!!!

Ed ora, chi butta via il vecchio armadio?

E voi avete provato a trasformarne uno o volete cimentarvi? Scrivetemi!

alla prossima trasformazione

Come pulire e sgrassare un mobile prima di dipingerlo

Ben tornata nel mio blog, o ben arrivata se per te è la prima volta che mi leggi. Con questo articolo voglio iniziare una rubrica dedicata agli attrezzi del mestiere. Ossia tutti gli strumenti che dovresti avere per facilitarti il lavoro.

Inizio dalla pulizia, visto che prima di iniziare qualsiasi lavoro di re-looking del tuo mobile o complemento, devi pulirlo.

Come pulire e sgrassare un mobile prima di dipingerlo vignetta la boss delle pulizie

Ti sembrerà impossibile, ma anche se sei un’accanita sostenitrice delle pulizie di casa, dei residui di sporco ci sono sempre. Non perché non sei brava, io per prima sono un disastro, ma è normale. E’ vero che con la shabby chalk della Decorlandia non abbiamo bisogno di carteggiare, sverniciare o dare primer, ma dobbiamo ben sgrassare le superfici che andiamo a dipingere. L’unica cosa che non fa attaccare il colore è il grasso e lo sporco.

Innanzitutto bisogna spolverare bene TUTTE le parti, anche le più nascoste, togliere le ragnatele e i fiocchi di polvere, anche sotto il mobile. Magari non lo andrai a dipingere li, ma potrebbero poi andare in mezzo al colore e sarebbe piuttosto antipatico.

Per la pulizia vera e propria bisogna distinguere da mobile a mobile o complemento.

Quelli della cucina sono quelli che possono avere più residui di grasso e richiedono una pulizia maggiore, un po meno gli altri. Da far attenzione alle sedie. a volte le spalliere sembrano pulite, soprattutto quelle scure, ma, al contrario, soprattutto vicino ai montanti, scoprirai che sono piuttosto sporche e che lo scuro che pensavi fosse il colore della sedia, in realtà era sporco. ( sei andata a controllare vero? )

Per la pulizia di questi mobili io utilizzo una combinazione di prodotti, tutti molto economici, ma efficaci.

Incomincio con delle semplici pagliette saponate della Bravo o similari da risciacquare con una spugna in micro fibra. Poi passo anche della soda solvay diluita in acqua calda nelle proporzioni di 2 cucchiai ogni litro di acqua. In questa maniera sono proprio sicura che sia bella sgrassata e pronta per essere dipinta

Ho utilizzato la soda solvay da sola anche per la pulizia di boiserie e porte di forte passaggio con ottimi risultati.

Se invece sono in presenza di un mobile o un complemento da dover solo pulire, come i mobili della camera, del soggiorno, le lampade o i vasi, posso utilizzare l’alcool denaturato, quello rosa per capirci, o acqua e aceto bianco o uno sgrassatore qualsiasi che usate in casa. Le spugne in micro fibra sono eccellenti per affiancare questo tipo di pulizie.

Ho scritto un articolo tempo fa su come ho preparato un mobile prima di dipingerlo, se vi interessa lo trovate qui

L’alcool è perfetto in presenza di mobili trattati a ceralacca. Può andar bene anche per quelli cerati, ma se in presenza di molta cera, forse è preferibile usare della trementina o un decerante. Io personalmente ancora non l’ho utilizzato. L’alcool è sempre stato più che sufficiente visto che i mobili che ho recuperato erano vecchi e ormai la cera era andata via da un pezzo.

In presenza di sporco ostinato potrebbe essere necessario anche l’uso di una spugna abrasiva. Non preoccuparti se durante queste pulizie rovini lo strato superficiale del tuo supporto, tanto poi lo andrai a ridipingere e si nasconde tutto.

Come vedi sono tutte cose che hai in casa senza tanta fatica e se non le hai mai usate… provale. Sono molto economiche e pratiche. Premetto che non sono sponsorizzata da queste ditte, non vengo pagata e non ricevo omaggi per parlartene ( se poi i relativi responsabili hanno piacere di farmi qualche omaggio, sono lieta di comunicare il mio indirizzo 🙂 ), ma nascono per una prova sul campo diretta. Ovviamente non infallibile e aperta a suggerimenti. Proprio parlando con una persona mi ha suggerito anche il vapore. Non avendo una di queste macchine, non l’ho ancora provato. Sicuramente non andrà bene su tutto, ma qualcosa si può fare sicuramente. Magari mi puoi suggerire qualcosa anche tu.

Ricapitolando: tra gli strumenti necessari che devi sempre avere sono dei prodotti per la pulizia! Ovvio no?!? … non sempre

Il prossima volta parleremo di pennelli. Quali usare, misure, forme e come tenerli puliti.

a presto

Vuoi rinnovare la tua cucina?

Non mi piace più il colore della mia cucina ma … come faccio?

Il tempo passa, le mode si evolvono, i gusti cambiano. Sei hai una casa da dieci, quindi anni o più, sicuramente ti sarà venuta voglia di cambiare qualche cosa all’interno della tua casa. Poco o tanto, ma qualcosa hai cambiato nel corso degli anni e altro cambierai. E’ normale! Le esigenze della famiglia, i gusti o semplicemente “la voglia di nuovo” ci porta a fare dei cambiamenti all’interno della nostra abitazione.

Ricordo quando ero piccola quando mia mamma aveva questi attacchi doveva assolutamente cambiare almeno la disposizione dei mobili e la stanza, che più si doveva adattare a questi stravolgimenti, era il salotto. Un giorno il divano era a destra e magari il giorno dopo lo trovavi a sinistra e di conseguenza anche tutto il resto: credenze, tavoli, poltrone, televisore. Il divertimento maggiore lo aveva mio papà al rientro dal turno di notte che, per non svegliare nessuno, entrava con la luce spenta… ecco avete immaginato giusto: botte nei mignoli dei piedi assicurati se gli andava bene, una volta a rischiato di sedersi anche per terra. Per fortuna ( o sfortuna) non conosceva ancora la shabby chalk e non si è mai messa a ridipingere i mobili, in compenso si diverte ora, ma non li sposta più 😉 .

Sicuramente la pittura gessosa della Decorlandia ora ci aiuta molto per semplificarci la nostra voglia di rinnovare casa. Certamente sai che è una pittura pronta all’uso in 38? ( al momento che sto scrivendo stanno presentando altri colori nuovi) sfumature diverse, mescolabili tra loro. Non necessita di carteggiare, sverniciare o dare prodotti strani per aggrappare e quindi facile da utilizzare anche per le meno esperte, su qualsiasi tipo di superficie a disposizione, che sia un laminato, un legno verniciato o impiallicciato. Abbiamo quindi solo l’imbarazzo della scelta sul colore che vogliamo fare, oltre che alla tecnica per decorarla.

Ma come si procede?

Innanzi tutto bisogna svuotare tutti i pensili. Si lo so è piena di roba e non sempre sai dove metterla per quei giorni che ti serve per trasformarla. Cogli l’occasione per buttare cibo scaduto ( anche se sei una molto attenta sicuramente trovi qualche cosa) butta via attrezzi che non usi o che sono rotti e che tieni perché… non si sa mai! O pentole, magari quelle antiaderenti, che sono lì dai tempi di Adamo ed Eva che le tieni perché ti dispiace buttarle, piatti sbeccati per non rovinare il servizio… Un perfetto esercizio di decluttering.

Poi smonta le ante. Inizia dalla parte superiore o inferiore, come preferisci. Io vado dall’alto al basso. La parte alta è la più faticosa e vedere il lavoro maggiore finito da una bella carica per terminare il lavoro. Smonta anche le maniglie se puoi, ti faciliterà il lavoro di pittura. Se poi le vuoi cambiare, ancora meglio.

Adesso arriva la parte noiosa perché devi pulire benissimo tutte le parti che devi dipingere. Usa uno sgrassatore, olio di gomito e spugne in microfibra ( scriverò un post dedicato solo per questo argomento). Deve risultare tutto bello pulito, altrimenti o si stacca il colore o ti esce il grasso da sotto il colore. Poi metti il nastro carta nelle parti che non andrai a dipingere. Nel mio caso l’interno dei mobili, il retro delle ante e i vetri dovevano rimanere del colore originale, quindi il nastro carta l’ho applicato sul perimetro inferiore delle ante, attorno ai mobiletti e ai vetri. Questo ti permetterà di fare un lavoro pulito e senza sbavature. Proteggi anche il piano di lavoro con del nailon anche se lo cambi. Dovrai utilizzarlo per qualche giorno prima che te lo sostituiscano.

Terminato il lavoro noioso, arriva il divertimento. Si pittura!!!

La prima mano sembra di fare un bel pasticcio, ma non ti scoraggiare e pensa al risultato. E’ importante che tu non prenda paura e tiri bene il colore, sarà il tuo fondo aggrappante. Meglio lo dai, migliore sarà il risultato finale. La seconda mano sarà sicuramente meglio e ti farà tirare un sospiro di sollievo. Io qui ho dato le prime due mani color latte.

La terza mano dipende dal risultato che vuoi ottenere. Io la consiglio sempre, ma non sei obbligata a darla. Nel mio caso l’ho stesa con un colore leggermente in contrasto. Ho utilizzato il torroncino dato con pennellate irregolari su tutta la superficie.

Per proteggere dai lavaggi frequenti dai anche due mani di x-protect. E’ una vernice trasparente. Io la uso satinata perché non mi piace l’effetto lucido, ma sta a te metterla come preferisci. Quando è tutto asciutto togli il nastro di carta e pulisci eventuali imperfezioni o sporco sul retro delle ante e appendi la prima serie. Vedere il lavoro avanzare, oltre a semplificartelo, ti darà molta soddisfazione e la fatica la senti meno.

Ovviamente si ripete la stessa cosa per i mobiletti inferiori. Smontaggio, pulizia accurata, nastro carta, tre mani di colore, due di vernice protettiva e ovviamente montaggio.

Ricordateti di fare anche lo zoccolo della cucina. Non preoccuparti delle parti in plastica, la shabby chalk aggrappa senza problemi anche in quelle. Ovviamente anche questo andrà pulito e date le tre mani di colore e le due di x-protect satinato.

Al momento di rimontare le ante, puoi mettere le maniglie nuove oppure lava e asciuga quelle che avevi, prima di riposizionarle. Se vuoi le puoi anche dipingere sempre con la stessa pittura.

Se vuoi fai anche il tavolo e le sedie. Puoi fare le sedie e le gambe del tavolo in tinta unita ed il ripiano come la cucina.

Se devi cambiare anche il top della cucina cerca di ordinarlo per tempo. io non consiglio mai di dipingere anche quello se ti piace cimentarti ai fornelli. Cambialo, ne verrà sicuramente la pena. Qui è stato ordinato e spero che arrivi presto, non vedo l’ora di vederla finita completamente!

Che ne dici, ti è venuta un po di voglia di cambiare anche la tua di cucina?

Ti metto alcune foto di cucine, le ultime due sono di mie clienti/corsiste le altre le ho prese su Pinterest. Spero possano esserti utili come ispirazione.

Prima di salutarti ti lascio anche il link ad un mio post che ho scritto qualche tempo fa ma che potrebbe esserti utile http://www.lacasadisara.com/come-shabbare-un-mobile-prime-fasi/

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Buon divertimento!